Addio al prof. Franco Pajno Ferrara. Cordoglio dell’AOUI
E’ scomparso il prof. Franco Pajno Ferrara, 81 anni, neuropsichiatra infantile che, oltre alla cura dei piccoli pazienti dell’UO, ha anche contribuito a plasmare i giovani specializzandi che l’hanno frequentata. Nato a Milano il 5 giugno 1942, si è laureato in Medicina all’università di Ferrara e specializzato in Pediatria, in Neuropsichiatria Infantile e in Psicoterapia Infantile all’università di Parigi.
È stato fondatore e direttore del servizio di educazione motoria e del linguaggio dell’USL di Mantova, successivamente per 5 anni direttore del Centro Medico Psicopedagocico del Comune di Verona e anche direttore della sezione AIAS di Verona. Dal 1985 è stato professore associato di neuropsichiatria infantile nell’ateneo scaligero, ed è stato un importante punto di riferimento all’interno del servizio di neuropsichiatria infantile dell’Azienda ospedaliera di Verona fino al 2010, anno in cui è andato in pensione. Nella sua lunga carriera ha pubblicato un centinaio di articoli scientifici, occupandosi fin dai primi anni 2000 di Adhd (disturbo deficit dell’attenzione e iperattività) e di autostima e depressione legate all’immagine corporea.
«Un medico che ha fatto la storia del nostro ospedale e che è ancora ricordato da chi ha lavorato con lui. – dichiara Callisto Bravi, Dg Aoui Vr – Non smetterò mai di sottolineare il valore aggiunto, per una struttura sanitaria come la nostra, di professionisti come il professor Pajno Ferrara che sanno coniugare la cura attenta del paziente alla ricerca scientifica. Quando la medicina è capace di innovarsi, l’assistenza sanitaria ne trae indubbio vantaggio. E’ stata la lezione del prof Pajno e la nostra mission di ogni giorno».
«Il professor Franco Pajno Ferrara ha dato un contributo fondamentale allo sviluppo della Neuropsichiatria Infantile nella Facoltà di Medicina e in tutto il nostro Ateneo. – aggiunge il Magnifico Rettore Pier Francesco Nocini – Nella cura di bambine e bambini, sempre considerati insieme alle loro famiglie, univa una elevata competenza scientifica con una rara sensibilità umana anche attraverso un approccio interdisciplinare all’ambito terapeutico, capace di valorizzare, accanto ai più tradizionali metodi, il racconto, il disegno e l’immaginario. In tale modo ha fatto scuola lasciando, non solo un vivo ricordo, ma una preziosa esperienza professionale continuata oggi da allieve ed allievi».
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