La mostra METALIRICA prorogata fino al 23 agosto
Dopo il successo di pubblico, è stata decisa la proroga per la mostra monografica antologica delle opere inedite di Francesco Suppi, allestita presso il Museo del Carnevale di Verona. Fino al 23 agosto sarà quindi possibile ammirare le opere che ritraggono scorci dello scenario dell’Arena di Verona, a cui l’autore aggiunge giochi di luce e colore allo sfondo fotografico monocromatico.
Nei due mesi di apertura, tante le persone che hanno visitato la mostra “METALIRICA – 30 anni di luci in Arena” costituita da venti opere di Francesco Suppi, storico tecnico luci dell’Arena e light designer, capace di trasformare fotografie in bianco e nero in creazioni in cui la luce – azionata da interruttori visibili quali parti integranti degli oggetti artistici – rivela nuovi significati, sensi e usi.
Commenti entusiasti e complimenti all’artista – disponibile su prenotazione a guidare personalmente i visitatori – non solo dai molti veronesi accorsi, ma anche dai tanti turisti di altre città italiane e internazionali rimasti colpiti da come scatti in bianco e nero possano mutare in “affascinanti iconografie elettriche”, in elementi di design unici e replicabili, dove figurativo e astratto, naturale e artificiale, si fondono in equilibrio.
Le immagini immortalate dallo stesso Suppi durante i suoi 30 anni di lavoro presso l’anfiteatro veronese – con la maestria frutto di esperienza e di visione scenica – sono arricchite da luci a led e gelatine colorate, le stesse utilizzate sui fari teatrali per “accendere” il palcoscenico. Con questa tecnica, la sua visione artistica filtra la fonte univoca di luce bianca e trasforma l’immagine stampata in bianco e nero: il risultato è un mosaico non forzatamente costruito da luci naturali, ma riempito di toni vivaci, inaspettati, contrastanti, capaci di “mascherare” la realtà visiva traghettandola a nuova vita.
Un percorso che attraversa l’Arena, le Scenografie delle Opere Liriche e gli Strumenti musicali dell’Orchestra. Opere d’arte in cui la figura umana non è mai protagonista e, quando presente, diviene sagoma essenziale, funzionale alla sola messinscena, allo spettacolo, alla creazione di un’altra dimensione visiva.
Quest’attenzione istintiva di Suppi, per la costruzione della scena attraverso la luce, è un amore che viene da lontano e che prosegue la maturità della sua storia artistica. Dagli inizi, ispirati dal riutilizzo di materiali dismessi a cui dare nuova vita, al periodo “radiografico” dedicato alla rielaborazione delle radiografie umane dove immortalare la realtà diventa capacità di superarla, dove la crudeltà dell’empirico è vinto dalla luce dell’onirico come tentando di riempire di altri sensi il dolore, approda oggi all’omaggio alla carriera, al suo contesto, dove la magia della luce esalta il teatro e la musica.
La mostra – promossa dal Comitato Carnevale Bacanal del Gnoco e organizzata con la collaborazione di YBAF di Rebecca Basso – è ad ingresso gratuito così come il Museo del Carnevale e visitabile dal martedì alla domenica dalle 16.00 alle 19.30 e il sabato e domenica anche dalle 10.00 alle 12.30. Visite guidate gratuite su prenotazione, disponibili tutti i giorni.
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