Assalto alla Festa in Rosso, Cugini: «Fenomeno recidivo e squadrista»
I fatti sono noti: nella notte di martedì, poco dopo mezzanotte, si è verificato un agguato durante la celebrazione della “Festa in Rosso – Festa del partito della rifondazione comunista”, evento che è iniziato lo scorso giovedì e che continuerà fino al 25 luglio in via Bresciani, a Verona. Il gruppo di giovani responsabili dell’agguato era già noto per essere stato coinvolto in aggressioni avvenute a dicembre, dirette ai tifosi del Marocco che si trovavano in strada per festeggiare la vittoria della propria nazionale di calcio.
Numerosi i messaggi di solidarietà da parte delle istituzioni. L’assessora alla Sicurezza, Stefania Zivelonghi, ha infatti affermato: «Questi fatti non dovrebbero mai succedere in nessuna città. Di questo episodio sono stata informata nelle prime ore del mattino direttamente dal Questore. Un fatto grave perché va a colpire la serenità di eventi che sono sempre stati tali, a cui partecipano famiglie e cittadini che hanno dovuto assistere a questo episodio. Tra l’altro aggravato dal fatto che coloro che l’hanno commesso, immediatamente identificati, risultano essere gli stessi protagonisti all’assalto ai tifosi del Marocco, quindi l’attenzione è massima su questo genere di azioni».
Il movimento Traguardi esprime «solidarietà e vicinanza agli attivisti e ai militanti di Rifondazione comunista aggrediti la scorsa notte alla Festa in rosso. Condanniamo senza mezzi termini questo gesto squallido e premeditato di violenza squadrista.
L’intervento della consigliera comunale Jessica Cugini
La consigliera comunale Jessica Cugini, nel corso della trasmissione Squadra che vince, in onda su Radio Adige TV, ha inoltre approfondito la vicenda.
L’evento di ieri, purtroppo, è recidivo nella nostra città…
Sì, è un evento che purtroppo si ripete. I fermati erano già stati attenzionati in passato dalla DIGOS e tutti con DASPO, e sono gli stessi che a dicembre scorso hanno fatto quell’assalto squadrista alla comunità marocchina che festeggiava in Piazza Bra. La modalità è sempre quella: spranghe, volti coperti, vestiti di nero; la matrice, quindi, è nota alla DIGOS e ai cittadini e alle cittadine stesse. Bisogna dire le cose come stanno: sono degli assalti squadristi e fascisti. Quello della scorsa notte è stato il culmine di una serie di episodi avvenuti nelle sere prima, dai lanci di petardi ai muri imbrattati con sigle e simboli tristemente noti. Quando c’è stata la settimana contro l’omotransfobia, un altro episodio simile è avvenuto, con la manifestazione di Forza Nuova davanti al Teatro Camploy. La preoccupazione rimane alta.
Pur essendo fenomeni noti alle forze dell’ordine, l’impressione è che si tratti di azioni che rimangano impunite…
Sembra che tutto sia consentito, dal saluto fascista in consiglio comunale, alle svastiche: qualsiasi richiamo netto a un periodo storico condannato dalla Costituzione resta impunito. Parlando con qualsiasi esercente del quartiere di Veronetta, riporteranno episodi di queste squadre, perché sono fenomeni che si ripetono e perché sono modalità che si ripetono. Ci vuole un’applicazione più rigida della legge Mancino o della nostra Costituzione. L’impunità e tutto questo spazio al silenzio non fa che preoccuparci. Questa è una matrice solida e ha radici anche nelle istituzioni.
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