Fuori dal Comune #23: Zevio, dalla campagna all’urbanizzazione
La sindaca Paola Conti, del Comune di Zevio, ha raccontato ai nostri microfoni il suo percorso professionale e l’impegno della sua amministrazione nel comune scaligero.
Partirei con una domanda ormai di rito: oggi sei sindaca, ma da bambina qual era il tuo lavoro dei sogni?
La maestra. Da bambina abitavo in una corte e con gli altri bambini imbastivamo dei banchi improvvisati con delle cassette e io, la più grande, facevo la maestra. Ho realizzato questo sogno, sono stata fortunata e nell’85 ho superato il concorso diventando subito di ruolo, e ancora oggi insegno.
Da dove nasce la passione per l’insegnamento?
Amo i bambini, mi piace dedicarmi a loro e ormai ho quarant’anni di esperienza. Si riempie il cuore di gioia quando li vedi imparare a leggere le prime parole, ed è emozionante quando arrivano in quinta elementare e tu realizzi il percorso che avete fatto insieme e i progressi che hanno fatto tutti quanti.
La pazienza che ci vuole con i bambini e le bambine ti è poi tornata utile nella tua carriera politica?
La pazienza l’ho coltivata con la scuola e con il matrimonio, che per me è la scuola della diplomazia. Tutto questo mi è servito anche nella costituzione del gruppo politico: arrabbiarsi non serve a niente, mentre a essere fondamentale è il confronto.
Tu sei anche la prima donna sindaca di Zevio dal 2007: se ci fossero più sindache la politica sarebbe migliore?
Non voglio giudicare, è chiaro che per una donna è sempre più difficile impegnarsi in politica. Le donne sono più riflessive e pacate, ma sono qualità che anche negli uomini non mancano.
Hai qualche hobby?
Durante l’anno scolastico non mi rimane molto tempo per i miei hobby. In estate leggo molto e mi dedico al mio nipotino; da giovane lavoravo all’uncinetto, ora con la vista che cala faccio un po’ più di fatica.
C’è qualcosa che la gente, secondo te, ancora non sa di te?
Mi piace molto viaggiare per il mondo. A Zevio giro in bicicletta, e durante le ferie non vado a rilassarmi al mare ma esploro il mondo. Ogni viaggio per me deve essere un arricchimento personale, fatto di sforzi e fatiche sicuramente, ma il bisogno di crescita personale supera ogni difficoltà.
E quindi ti chiedo, il Paese che più ti è rimasto nel cuore?
Ne dico due: l’India e il Perù. Non posso però non aggiungere la Giordania, che ho visitato da poco.
Passerei ora alla seconda parte dell’intervista, con le critiche rivolte all’amministrazione da parte dei cittadini. La prima riguarda la poca pulizia del paese…
Mi sono confrontata anche stamattina con il capo operaio, che effettua la pulizia del paese. Non teniamo solo Zevio pulito ma anche le frazioni, e mantenere sempre un ordine impeccabile purtroppo è difficile. Come amministrazione cercheremo di migliorarci sempre di più, ma invito anche i cittadini a usare i cestini presenti e a non sporcare le strade e le piazze. Se amate il vostro paese, abbiate un po’ di senso civico in più.
La seconda critica riguarda la diffidenza dei cittadini…
La popolazione a Zevio è cresciuta molto negli ultimi anni. È difficile, per i nuovi residenti, inserirsi in un contesto già ben avviato, immagino. Devo dire, però, che Zevio e le sue frazioni sono molto aperte agli altri. Il parroco mi dice sempre che la sua comunità è molto proattiva, quindi la sensibilità e la voglia di fare c’è. Secondo me è solo una questione di tempo e di frequentare maggiormente i luoghi di ritrovo, come la biblioteca o eventi come la sagra.
La terza critica riguarda la scarsa presenti di agenti di polizia locale…
È vero, lo confermo. Fino ad aprile avevamo soltanto tre agenti e il comandante: ora ne abbiamo due in più e la giunta sta valutando l’opportunità di inserirne uno in più.
Guarda l’intervista
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