ANA Verona, oltre 60 giovani a scuola di “alpinità”
Si sono messi alla prova e hanno messo alla prova la propria competitività e l’altruismo. Proiettati dai racconti nella vita vissuta sui monti dai loro coetanei un secolo fa, hanno imparato la storia. Soprattutto, riscoperto il significato del “noi”, come uscire dall’individualismo per fare squadra e creare comunità. Il tutto, senza smartphone, tablet, social e rete wifi: in questo caso, un prezioso valore aggiunto.
Sono i 66 giovani, femmine e maschi, non solo veronesi ma anche da fuori provincia e Regione, dai 16 ai 21 anni che nei giorni scorsi a Camposilvano hanno partecipato al camposcuola alpino organizzato dall’ANA Verona: uno dei dieci circa che si stanno svolgendo quest’estate in tutta Italia. A questa opportunità, iniziata il 18 giugno e che si è conclusa sabato 1° luglio, l’ANA Verona ne ha aggiunta un’altra. È il Campus Giovani – #Scendoincampo con la Protezione Civile che si è svolto a Ronco All’Adige dal 19 giugno a domenica scorsa. Qui, hanno partecipato 33 giovani, anche in questo caso sia femmine che maschi per un periodo intenso in cui hanno scoperto come lavora e in quante anime, gruppi, nuclei è articolata la Protezione Civile. Un’esperienza realistica al punto che sono stati anche svegliati senza preavviso nel cuore della notte da un fortunatamente fasullo allarme ambientale: in pochi minuti, indossati scarponi e caschetto, tutti pronti a intervenire e a simulare l’immediato spiegamento di forze che davvero accade tra i volontari nel momento del bisogno.
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In queste due settimane – un’occasione formativa utile anche a livello scolastico per il riconoscimento di crediti formativi – i giovani hanno vissuto un’esperienza di comunità, declinata ai valori alpini, alla storia e alla memoria, sperimentando e vivendo la montagna.
«Sono stati giorni che hanno lasciato molto anche a noi veci. L’entusiasmo e la partecipazione con cui i nostri bocia, ragazze e ragazzi, hanno affrontato il campo e le attività proposte – dalle marce in montagna alle serate con i fisarmonicisti e i cori alpini, dai rocciatori ai droni alle esercitazioni con le unità cinofile – ci dimostrano che questa è la strada giusta. Ci hanno insegnato che, se coinvolti ed aiutati in percorsi di vita “non social” si può arrivare davvero in alto e ottenere i risultati straordinari che abbiamo vissuto in questi giorni», è intervenuto il presidente dell’ANA Verona Maurizio Trevisan lanciando un appello ai ragazzi, prima del congedo e dell’abbraccio a genitori, amici e parenti. «Siate i nostri ambasciatori e contaminate chiunque vi passi vicino perché volersi bene, amare e aiutare il prossimo sono un qualcosa che vi farà stare bene».

Per due settimane, la giornata è iniziata alle 6.30 con la sveglia e proseguita con la ginnastica mattutina, la colazione, la pulizia personale e delle stanze. Il tutto prima dell’inizio delle attività e cioè corsi di orienteering, nozioni teoriche e pratiche su protezione civile, pronto soccorso, escursioni in montagna, canti alpini, gare sportive.
E ancora, i giovani sono stati coinvolti nelle attività normalmente svolte dai volontari dell’ANA e di Protezione Civile, imparando nozioni di base sul primo soccorso, sul montaggio delle tende, su attività legate alla logistica, comunicazioni radio, attività delle unità cinofile, del nucleo antincendio boschivo, squadre droni. E ancora, arrampicata su roccia e trekking e la possibilità di trascorrere alcuni momenti con gli alpini in servizio, grazie alla collaborazione tra ANA e Truppe Alpine, per entrare in contatto anche con graduati e volontari di truppa.
Al campo scuola, nei giorni scorsi, i giovani hanno lavorato con i militari volontari dell’Asd del IV reggimento alpini paracadutisti Ranger, sia alla caserma Duca di Montorio – dove sono di stanza i Ranger e dove i giovani sono stati ospitati per una giornata – sia in montagna e tra i boschi facendo orienteering e ricerca delle tracce.
«I ragazzi si sono ambientati molto bene in questa nuova esperienza, i cellulari sono rimasti un ricordo già i primi giorni. Ciò che vogliamo rimanga in loro è l’importanza e il valore del mettersi a disposizione per gli altri, per la comunità, attraverso il volontariato e la Protezione Civile», il commento di Luigi Bicego dell’ANA Verona, quest’anno comandante del campo scuola di Camposilvano.
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