Fuori dal Comune #12: Isola della Scala, la voglia di crescere

Nuovo ospite di Fuori Dal Comune, trasmissione di Radio Adige TV dedicata ai sindaci e ai paesi di Verona, è Luigi Mirandola, primo cittadino di Isola della Scala. Partirei con la mia classica domanda di rito: oggi sei sindaco, ma da bambino qual era il tuo lavoro dei sogni? Non ho mai avuto un'idea precisa,…

Nuovo ospite di Fuori Dal Comune, trasmissione di Radio Adige TV dedicata ai sindaci e ai paesi di Verona, è Luigi Mirandola, primo cittadino di Isola della Scala.

Partirei con la mia classica domanda di rito: oggi sei sindaco, ma da bambino qual era il tuo lavoro dei sogni?

Non ho mai avuto un’idea precisa, nemmeno da bambino. Ogni giorno cambiavo, dal calciatore all’astronauta, al cowboy. Il sogno che ho sempre avuto, però, è quello di volare. Ho cominciato ad avere le idee chiare verso la fine delle scuole superiori, ed ero tentato di iscrivermi all’Accademia Aeronautica e fare il pilota militare. In pratica poi ho preso tutt’altra strada, ma sono molto soddisfatto del mio percorso.

Oltre a questo sogno, infatti, tu sei diventato commercialista, e hai fatto anche il professore. Come mai questa strada?

A dire la verità è stato un caso del destino. Quando ero militare avevo cominciato a mandare domande per diventare responsabile amministrativo presso alcune aziende, ma poi ho visto che non era proprio una strada che mi piaceva. Al termine del servizio militare, quindi, ancora senza idee ho fatto domanda per insegnare alle superiori, e poi è arrivato il mio incarico, rinnovato di anno in anno fino a quando nel 1983 sono diventato professore di ruolo. A distanza di tanti anni, è una professione che mi è rimasta nel cuore. La scelta di perseguire la carriera professionistica di commercialista è stata molto sofferta, ma necessaria: dovevo decidere una carriera o l’altra.

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Ed eri un professore severo o uno di quelli che si faceva voler bene dagli studenti?

Ero severo, ma uno dei miei pregi, che ho scoperto proprio insegnando, è l’imparzialià. Bisogna imparare ad ascoltare i giovani, richiamarli se serve, ma ricordarsi sempre che sono loro il nostro futuro. Bisogna dar loro spazio, consapevoli che sbaglieranno forse, ma bisogna venire loro incontro e dar loro la possibilità di esprimersi.

Per anni sei stato presidente della Virtus Basket Isola della Scala. Sei un appassionato dello sport?

Il basket lo vedevo in tv e mi sono avvicinato a questa disciplina grazie ai miei figli. Ho dato una mano soprattutto dal punto di vista amministrativo, ma non solo.

Andando verso un must di Isola della Scala: qual è il tuo risotto preferito?

Naturalmente quello all’isolana, quello fatto bene però. Sono buoni tutti, i risotti, però.

E lo sai cucinare?

No, quello proprio no.

Passerei ora alla seconda parte dell’intervista, nella quale ti riporto le critiche che hanno evidenziato i cittadini di Isola della Scala e tu dovrai replicare. La prima critica riguarda la poca sicurezza…

La sicurezza sicuramente è molto importante e sentita. Ne sono un po’ ossessionato, perché ogni settimana ricevo osservazioni e lamentele soprattutto per quanto riguarda la sicurezza stradale. Per quanto riguarda la sicurezza del paese, abbiamo installato delle telecamere per fare prevenzione e dare sicurezza alle persone, mi vengono in mente i furti che sono stati segnalati nel parcheggio del cimitero. Per entrambi stiamo lavorando duramente. Stiamo realizzando delle rotatorie per riqualificare le nostre strade e garantire un flusso più controllato del traffico.

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La seconda critica riguarda la carenza di attività per i giovani…

Questo mi sorprende: noi abbiamo un vicesindaco, con delega alla Cultura, che è molto attivo sul territorio. La settimana scorsa è partita l’Estate Culturale che durerà fino a fine agosto, con eventi musicali, spettacoli teatrali e proiezioni cinematografiche. Cerchiamo di accontentare tutte le fasce d’età, non solo i giovani. Dall’inizio dell’anno e fino ad adesso il vicesindaco ha messo in cantiere tredici eventi, per tutte le età. Direi che gli eventi in realtà non mancano. Non riesco a capire bene la critica, forse non c’è una comunicazione sufficientemente mirata, anche se sui social tendiamo a lavorare molto bene.

L’ultima critica riguarda invece uno degli eventi clou: la Fiera del Riso. Secondo alcuni cittadini c’è poca trasparenza economica sulla sua organizzazione…

La Fiera del Riso è il nostro fiore all’occhiello, che ci contraddistingue da tutti i Comuni d’Italia. L’ente fiera è una società commerciale, e come tutte le società ha dei propri organi amministrativi e gestionali e sul sito vengono sempre pubblicati i documenti ufficiali, come vuole la legge. Mi sembra una critica un po’ eccessiva.

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