Cosa ne pensi delle proteste di Ultima Generazione? IL SONDAGGIO
Sono diventati noti nell’ultimo periodo a causa dei blitz a monumenti e opere d’arte in tutto il mondo. Gli attivisti di Ultima Generazione hanno manifestato anche domenica, a Roma, dove hanno gettato del liquido nero (carbone vegetale) nella Fontana di Trevi.
I giovani ambientalisti, per sensibilizzare sulla loro causa, si sono posizionati in piedi dentro alla Fontana, al grido di «Il nostro Paese sta morendo», in riferimento anche all’alluvione che ha colpito nei giorni scorsi l’Emilia Romagna e che sta continuando a mietere danni. A interrompere l’azione, la Polizia Locale sul posto. Il liquido utilizzato non ha provocato danni permanenti all’opera.
«Quello degli attacchi ai monumenti da parte degli eco-vandali sta diventando un rituale stanco che, purtroppo però, ha un costo economico per i cittadini. Non è un caso che le centinaia di turisti presenti davanti alla Fontana di Trevi abbiano espresso il loro disappunto per questo ennesimo atto sconsiderato. Ci costituiremo parte civile anche in questo processo. Sono sicuro che il Parlamento vorrà presto varare il provvedimento che farà pagare a costoro gli ingenti costi che ogni volta la collettività sostiene». Lo ha dichiarato il Ministro della cultura, Gennaro Sangiuliano.
L’Ansa riporta la voce di uno degli attivisti, Mattia, che ha spiegato il gesto. «Ho 19 anni e ho deciso di fare disobbedienza civile perché la tragedia orribile vissuta in questi giorni in Emilia Romagna è un’avvisaglia del futuro nero che attende l’umanità, fatto di siccità alternata ad alluvioni sempre più frequenti e violente. Secondo l’Organizzazione meteorologica mondiale stiamo per superare la soglia di 1,5°. Questo significa che i nostri figli potrebbero morire di fame e di sete. E che potremmo essere in tempo per vederlo. Secondo la Banca d’Italia, per di più, una casa su quattro è a rischio alluvione in Italia, con danni stimabili in tre miliardi ogni anno. L’unica possibilità per evitare che accada è fermare le emissioni legate ai combustibili fossili. Il nostro Governo, invece, continua imperterrito a regalare all’industria del fossile finanziamenti pubblici per decine di miliardi di euro ogni anno. Noi abbiamo deciso di ribellarci a chi ci sta condannando a morte. E invitiamo genitori, nonni, fratelli e figli preoccupati a unirsi a noi».
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