Settimana contro il razzismo, al Camploy la storia di “Shuma”

Raccontare a bambini e adulti i fatti di cronaca che accadono nel Mediterraneo per portare all’attenzione il diritto di poter vivere nel proprio paese ma anche di migrare e trovare un porto sicuro. Domani, 29 marzo, al Teatro Camploy andrà in scena la fiaba teatrale “Shuma”, di e con Beppe Macauda, con una doppia replica,…

Raccontare a bambini e adulti i fatti di cronaca che accadono nel Mediterraneo per portare all’attenzione il diritto di poter vivere nel proprio paese ma anche di migrare e trovare un porto sicuro. Domani, 29 marzo, al Teatro Camploy andrà in scena la fiaba teatrale “Shuma”, di e con Beppe Macauda, con una doppia replica, alle 11 per le scuole e alle 21 aperta a tutti.

L’evento si svolge in occasione della 19esima “Settimana contro il razzismo” promossa da UNAR e organizzata a Verona all’interno del cartello “Nella mia città nessuno è straniero”.

«Attraverso l’allegoria, e un linguaggio adatto ai più piccoli, è stato possibile raccontare un evento tragico, quello della morte in mare di un bambino ritrovato con la pagella cucita addosso – spiega l’assessora alle Politiche Educative Elisa La Paglia -. Di fatto rappresenta un punto di partenza per una riflessione che ci impone di rivolgere lo sguardo non solo alle morti tragiche del Mediterraneo, e lungo la rotta balcanica, ma a quelle che sono le piaghe fisiche e psicologiche di coloro che devono affrontare questi viaggi. Come Comune, per la prima volta, si torna a partecipare attivamente alla settimana contro il razzismo attraverso il cartello “Nella mia città nessuno è straniero”, grazie alla preziosa collaborazione con RedLab e One Bridge. Circa trecento studenti tra elementari e medie parteciperanno allo spettacolo al mattino, la sera invece sarà aperto al pubblico. Chi parteciperà avrà l’occasione di concretizzare un gesto di altruismo attraverso le donazioni, che saranno di aiuto a chi quotidianamente si occupa di queste storie e di queste vite».

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La storia di “Shuma”

L’idea di rappresentare Shuma a Verona è della consigliera comunale Chiara Stella, che ha assistito allo spettacolo durante un viaggio a Lampedusa. La favola è ambientata in fondo al mare, e prende spunto da un fatto di cronaca riguardante un ragazzino del Mali recuperato in acqua dopo il naufragio del 18 aprile 2015 e trovato con una pagella cucita all’interno della propria giacca. Allo stesso modo, in “Shuma” un bambino cade in mare e in compagnia di un cavalluccio marino intraprende un lungo percorso verso il SopraSopra, allegoria delle tratte dei migranti. Il tema è quello del valore della convivenza pacifica, tesa ad aiutare chi deve fuggire dalla sua patria a causa di conflitti, persecuzioni, e povertà, permettendo loro di trovare condizioni di vita dignitose.

Due le repliche in programma, la prima al mattino alle 11 riservata solo alle scuole Massalongo, Aosta Fava, Sanmicheli e all’Istituto Fortunata Gresner. Alla sera alle 21 invece tutti potranno partecipare gratuitamente fino ad esaurimento posti. Durante la rappresentazione serale ci sarà una raccolta fondi per supportare l’attività di One Bridge to Idomeni ONLUS e RedLab ETS. Le due associazioni sono impegnate nella regione del Kurdistan Iracheno, nel campo di Bajed Kandala, dove vivono circa diecimila persone di origine Ezida scappate dal Genocidio perpetuato da DAESH (ISIS) nell’agosto del 2014 nella regione del Singjar tra Iraq e Syria. All’interno del campo distrutta da un incendio il 23 dicembre 2022 per un danno di 58mila euro. In tre mesi, insieme a diverse organizzazioni e anche al Comune di Verona, ne sono stati raccolti 25mila.

Lo spettacolo è stato presentato ieri mattina in Sala Arazzi dall’assessora alle assessora alle Politiche Educative Elisa La Paglia. Sono intervenuti la consigliera comunale e presidente della Commissione Politiche sociali Chiara Stella, i presidenti One Bridge to Idomeni Onlus Giulio Saturni, RedLab ETS Pietro Albi e, in collegamento, Peppe Macauda.

«Per la commemorazione del decimo anniversario di questo tragico naufragio – ha detto la consigliera comunale e presidente della Commissione Politiche sociali Chiara Stella – ho avuto l’occasione di vedere a Lampedusa questa fiaba teatrale. Ho subito intuito l’efficacia di rappresentare questa tragedia in maniera leggera per poterla raccontare a bambini e bambine e adulti per il suo grande valore educativo. È una storia simbolica, che ne racconta tante altre. Aver trovato un bambino con una pagella cucita addosso ci fa capire come quella pagella rappresentasse un importante strumento per la sua immigrazione».

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