Domenica al Teatro Ristori la prima di “A.A. Dante’s Project”
Un viaggio per musica e voci nell’universo poetico di Dante, attraverso lo sguardo femminile e delicato della figlia Antonia Alighieri. Figura misteriosa e controversa, monaca col nome di Suor Beatrice, Antonia si racconta (e racconta il padre) in un momento drammatico della sua esistenza.
Con “A.A. Dante’s Project”, il Teatro Ristori di Verona mette in scena, per la Rassegna “Per le famiglie, una nuova produzione particolarmente rivolta ai giovani, in collaborazione con la Scuola di teatro “Luca Ronconi” del Piccolo Teatro di Milano, diretta da Carmelo Rifici. Una prima assoluta per la drammaturgia di Giovanna Scardoni, con la regia di Stefano Scherini, le musiche originali di Luca Sticcotti eseguite dal vivo insieme a Michele Giro (tastiere) e Sandro Giudici (batteria elettronica) e le voci delle due attrici Anna Manella e Aurora Spreafico.
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La storia
La vicenda si svolge a Ravenna, durante la notte tra il 14 e il 15 settembre 1321. Antonia Alighieri è nella sua cella, nel convento delle monache domenicane a Santo Stefano degli Ulivi. L’indomani terminerà il suo periodo di noviziato e, all’alba prenderà i voti. È la notte in cui viene a conoscenza della morte del padre, Dante, avvenuta il giorno precedente.
La raffinata drammaturgia di Giovanna Scardoni dà voce, dunque, alle emozioni contrastanti di Antonia, alla sua parte più irrazionale, emotiva e sconosciuta. I suoi racconti fanno sì che i mirabili versi del Poeta si mescolino all’intimità di un rapporto padre – figlia negato dall’esilio e indagano il sentimento di Dante stesso nei confronti del mondo femminile. Antonia è combattuta da emozioni contrastanti, sebbene riconosca e apprezzi pienamente la presenza del padre nella società del tempo, il suo fondamentale impegno poetico e politico.
«L’azione è tutta “dentro” Angela, nella sua mente, nel suo cuore e nelle sue parole – la sottolineatura del regista Stefano Scherini -. Il movimento è tutto nel “verbo”, nel confronto con la parola altissima di Dante e con la musica, capaci di aprire spazi, di varcare tempi e superare epoche. Lo spazio è una scatola nera, un luogo angusto e ugualmente senza confini, come lo sono i luoghi immateriali della mente e dei sentimenti: quelli contrastanti di Antonia e della sua anima per suo padre Dante e quelli per sé stessa, figura femminile quasi sconosciuta ma che riverbera nel senso delle Donne cantate dall’Alighieri».
Lo scritto è suddiviso in nove quadri, a rispecchiare il significato che il numero nove ha per Dante, che saranno proiettati in modo che il pubblico comprenda bene l’iter di Antonia e dunque del racconto stesso.
Rifacendosi al testo letterario e utilizzando anche le nuove tecnologie, la musica originale, eseguita dal vivo e scritta dal compositore bolzanino Luca Sticcotti, sottolineerà le sensazioni, gli stati d’animo e le suggestioni che si susseguono incalzanti.
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