Caos benzina e gestori in sciopero: ieri il focus a Squadra che vince
Dalla disaggregazione delle tre voci che costituiscono le spese obbligate (casa, cibo e trasporti) emerge che la somma dei consumi per le bollette (luce, acqua, gas, rifiuti, etc.), degli alimenti di prima necessità (pane, latte e carne) e dei carburanti (gasolio, benzina, pedaggi, etc.) ammonta a oltre il 52% della spesa obbligata media annua della famiglia italiana (pari a 1.202 euro). A parlarci del grave problema del caro benzina, collegato da Padova Flavio Convento, vicepresidente nazionale Federazione autonoma italiana benzinai. In studio, presente anche Stefano De Beni, gestore di un impianto e presidente di FIGISC Verona.
Sappiamo che lei è in contatto diretto con chi ha partecipato al confronto con il ministro, dottor Convento, conferma?
FC: Sì, l’incontro si è concluso da poco. Resta congelato lo sciopero, c’è sicuramente un impegno del governo; sono state accolte alcune richieste ma non sono sufficienti.
Un vertice nato da un sentimento di frustrazione da parte dei gestori, additati forse in maniera esagerata. Quali sono le vostre richieste principali?
FC: Siamo stati additati colpevoli di speculazioni e a pagarne le conseguenze sono stati proprio i gestori. Chiediamo l’azzeramento delle sanzioni, che amontano a seimila euro. Il gestore ci rimette molto, sono sanzioni amministrative date per una mancanza o un’errata comunicazione. Sul fatto del prezzo medio nazionale, c’è molta confusione. Il decreto si chiama “Trasparenza” ma non è così. Altra cosa che sollecitiamo è un tavolo tecnico emergenziale. Vogliamo abbassare il prezzo del carburante, e questo si ottiene con una modernizzazione della rete e andare a impattare sull’evasione fiscale e sull’illegalità contrattuale che sicuramente determinano il prezzo finale al consumatore. Quello che è stato fatto finora ci pare esagerato.
Oltre a essere presidente di FIGISC, De Beni è anche gestore di un impianto di Verona. Conferma le parole di Convento?
SDB: Ci siamo sentito l’unico capro espiatorio della situazione. Noi lavoriamo per 3 centesimi lordi al litro, quindi che la benzina aumenti o cali, il nostro margine resta sempre quello.
Vi aspettavate la mancata proroga del taglio delle accise da parte del Governo?
SDB: Sì, sapevamo sarebbe arrivata. Se non erro è partita intorno al 22 marzo, poi è stata prorogata fino a novembre, per poi arrivare al 31 dicembre.
Convento, lei è impegnato anche nel settore dei trasporti. Immagino i prezzi insostenibili, che mettono in difficoltà anche il comparto logistico e del trasporto su gomma…
FC: Vorrei prima riagganciarmi al discorso di prima. Dobbiamo specificare che noi non lavoriamo a percentuale, ma a margine fisso. Per questo è importante per noi che il prezzo del carburante cali, perché in questo modo aumentano i consumi e quindi il nostro guadagno. Il 65% del prezzo del carburante è tra accise e IVA. È chiaro che tutto questo vada a impattare fortemente anche sul settore del trasporto su gomma, in maniera ancora più amplificata.
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