I colleghi di Carlotta Rossignoli confermano: tutto in regola

Continua a far discutere la vicenda di Carlotta Rossignoli. La giovane veronese, 23enne, Alfiere del Lavoro dal 2017, si è recentemente laureata in Medicina all'Università Vita-Salute San Raffaele, ma è scoppiata la vicenda intorno alla modalità e alla velocità con cui ha raggiunto l'obiettivo. Esami a porte chiuse e anticipazione di un semestre, queste le…

Continua a far discutere la vicenda di Carlotta Rossignoli. La giovane veronese, 23enne, Alfiere del Lavoro dal 2017, si è recentemente laureata in Medicina all’Università Vita-Salute San Raffaele, ma è scoppiata la vicenda intorno alla modalità e alla velocità con cui ha raggiunto l’obiettivo.

Esami a porte chiuse e anticipazione di un semestre, queste le principali obiezioni sollevate dai suoi colleghi di corso, in seguito anche al clamore mediatico delle interviste in cui dichiarava di rinunciare al sonno.

Oggi il noto medico Roberto Burioni, che è responsabile della didattica tradizionale dell’Università Vita-Salute, ha rilanciato un comunicato dei rappresentanti degli studenti, colleghi di Rossignoli, evidenziando come in seguito al confronto con l’Ateneo siano rimasti soddisfatti delle spiegazioni «potendo constatare la regolarità formale del suo percorso di studi».

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«Gli studenti hanno visto i suoi libretti e hanno potuto constatare che il percorso di studi della Rossignoli è regolare» scrive Burioni, «ha sostenuto tutti gli esami nelle date regolari di appello insieme ad altri colleghi. Quindi nessun “esame a porte chiuse”. Non avrà alcun vantaggio da questo anticipo visto che comunque farà l’esame di specializzazione a luglio come chi conseguirà regolarmente la laurea a giugno».

E ancora: «Ci sono state altre lauree anticipate in medicina (anche in altri atenei) ma nessuno ha mai trovato niente da dire. Chiedetevi il perché. La Rossignoli ha seguito delle lezioni registrate durante il periodo Covid come tutti gli studenti italiani, essendo obbligatoria la didattica a distanza per legge».

La chiave infatti dell’accelerazione nel conseguimento della laurea, sono i corsi che ha potuto seguire con le registrazioni online, nello stesso periodo di altri corsi».

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Per Selvaggia Lucarelli, che già aveva affrontato la vicenda di Carlotta Rossignoli, però non è abbastanza: «Di chiuso non c’è nulla, visto che gli studenti continuano a scrivermi che mai sono state considerate “presenze” visioni di lezioni registrate. Il libretto gli studenti l’hanno visto lì in aula o hanno potuto verificare con calma a casa, con una fotocopia, la regolarità del tutto? Perché è un po’ difficile sfogliarlo e controllare che date/orari tornino. Infine c’è la questione sovrapposizione di orari e date di tante lezioni del quinto e sesto anno, non avete spiegato come si possano frequentare contemporaneamente (ah già, le registrazioni..). Mi permetta poi di dirle che Rossignoli non ha seguito il percorso necessario per la professione e l’umanità del medico (parole vostre) ma le avete consentito di laurearsi col massimo dei voti. Come direbbe qualcuno, fate pace col cervello».

A queste obiezioni, sempre sui social, Burioni ha replicato così a Lucarelli: «Le lezioni registrate sono state considerate presenze per legge in tutta Italia durante il periodo Covid, quando era impossibile farle dal vivo. Per quanto riguarda tutto il resto, forse non hai capito ancora che il percorso formativo è stato convalidato dal Ministero e non da noi. Strano che gli studenti chiamino te e non i loro rappresentanti, che si sono detti completamente soddisfatti dei chiarimenti».

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