Risparmio energetico, il commento del professor Vetrò
L’andamento del prezzo delle materie prime energetiche è diventata una variabile di difficile interpretazione per le imprese. Ad esempio, non si sa se proseguirà il calo del costo del gas alla Borsa di Amsterdam che ha riportato le quotazioni ai livelli della scorsa estate e come interverrà il Governo per aiutare le imprese a sostenere il costo delle bollette energetiche già arrivate e basate sui massimi di agosto/settembre. Diventa quindi strategico per le imprese attuare immediatamente politiche di contenimento e diversificazione.
Francesco Vetrò, avvocato, professore universitario, è il presidente CDA di Cubi srl, 140 dipendenti e 35 anni di esperienza nell’impiantistica, dove è società leader a Verona:
«La crisi energetica cagionata dal conflitto russo – ucraino si verifica in immediata successione alla crisi economica conseguente alla pandemia. Servono soluzioni strutturali che dovranno essere necessariamente adottate dall’Unione europea con spirito di solidarietà tra gli Stati membri. Saranno poi da compiere aggiustamenti al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza al fine di tener conto del maggior peso che gli interventi nel settore dell’energia dovranno assumere per l’ineluttabile diversificazione delle fonti. L’abbandono delle fonti fossili (il gas, anzitutto) non è solo essenziale per la transizione energetica ed il conseguimento dell’obiettivo della decarbonizzazione ma anche per affrancarsi dalla dipendenza dalla Russia e attenuare il peso della bolletta energetica su imprese e famiglie. La produzione di energia da fonti rinnovabili, sole e vento prima di tutte, rappresenta un obbligo oramai irrinunciabile cui destinare tutte le risorse possibili e tutte le forze del Paese. Tutti, sia i cittadini sia le imprese, possono, anzi devono, concorrere al raggiungimento dell’obiettivo, perseguendo l’efficienza energetica. Cubi è pronta a fare la sua parte, offrendo alle aziende ed alle comunità di utenti le proprie competenze: dalla fase di progettazione degli impianti, alla loro realizzazione, fino alla loro ottimizzazione passando attraverso la manutenzione».
Cosa possono fare le imprese?
«Tre mosse per ridurre sino al 50% i consumi – risponde Francesco Vetrò -: la prima, evitare gli sprechi. Significa formare il proprio personale per gestire al meglio le risorse e investire in un sistema di monitoraggio e controllo della propria energia. Il sistema di monitoraggio incentivato nell’industria 4.0 permette alle realtà industriali di efficientare i propri consumi con un’analisi puntuale in ogni fase di lavoro. Talvolta anche piccole dispersioni di un processo produttivo complesso possono, nel tempo, appesantire non di poco le bollette. Secondo: studiare un programma di investimenti a breve e lungo termine che porti efficienza agli impianti del proprio stabilimento (certificati bianchi). Se si realizza un intervento di efficienza energetica che garantisce un risparmio sostanziale, si possono ottenere dei titoli trasformabili in denaro. Il risparmio si misura con i TEP (tonnellata equivalente di petrolio), per ogni TEP risparmiato il GSE (gestore servizi energetici) riconosce un certificato bianco monetizzabile»
Il terzo?
«Diventare più autonomi possibili producendo energia da fonte rinnovabile: il fotovoltaico è la tecnologia più diretta e facile. Realizzare un impianto in autoconsumo analizzando i propri fabbisogni energetici permette di essere in parte indipendenti dalla rete. Chiaramente è necessario fare uno studio completo e preciso, prima di tutto delle condizioni della copertura (del tetto, per intendersi), verificare poi quale è la miglior esposizione per la massima resa e dimensionare l’impianto per il reale fabbisogno. Nel contesto odierno, un’azienda di produzione che ha un’attività giornaliera nella norma riesce a produrre fino al 20% della propria energia da sola con un impianto ben dimensionato. Cubi è in grado di affiancare le imprese nell’ottimizzazione dell’esistente e nella progettazione e valutazione di una nuova strategia energetica aziendale».
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