Peschiera, ogni anno oltre 200mila euro investiti per i ragazzi

Peschiera, ogni anno oltre 200mila euro investiti per i ragazzi Più di 200mila euro investiti ogni anno. Tre educatori dell’Ulss affiancati da due assistenti sociali. Dodici educatori provenienti dalla cooperativa Il Ponte. Attività pensate a partire dalla prima infanzia e fino all’adolescenza. Servizi “itineranti”, alcuni completamente gratuiti. È il quadro dell’impegno che il Comune di Peschiera del Garda mette da più di dieci…

Peschiera, ogni anno oltre 200mila euro investiti per i ragazzi

Più di 200mila euro investiti ogni anno. Tre educatori dell’Ulss affiancati da due assistenti socialiDodici educatori provenienti dalla cooperativa Il Ponte. Attività pensate a partire dalla prima infanzia e fino all’adolescenzaServizi “itineranti”, alcuni completamente gratuiti. È il quadro dell’impegno che il Comune di Peschiera del Garda mette da più di dieci anni al servizio dei suoi giovani.

«Ho sempre creduto in loro – spiega il Sindaco di Peschiera Orietta Gaiulli -. I giovani non aspettano altro che essere coinvolti anche se la società, per motivi diversi, tende ad escluderli. Da oltre vent’anni, da quando ero vicesindaco con delega alle politiche giovanili, ho deciso che a Peschiera sarebbe stato diverso. Ogni anno dedichiamo oltre 200mila euro a progetti educativi. E sono i soldi investiti meglio».

L’impegno del Comune, attraverso il Servizio Educativo e l’assessorato alle politiche giovanili presieduto dall’assessore Daniela Florio, parte dallo Spazio Famiglia, un servizio dedicato ai bambini dagli zero ai tre anni, una volta alla settimana. Fino a ottobre in spazi all’aperto. Un momento di gioco per i piccoli e di incontro per le mamme che nella prima fase di vita del figlio possono avere difficoltà ad intrecciare rapporti.

«La settimana scorsa – spiega un’educatrice – avevamo 24 bambini, un numero altissimo per un Comune piccolo come il nostro. Credo sia una testimonianza di quanto bisogno di incontro ci sia».

Le attività per i bambini della scuola primaria

Ce n’è una dedicata a quei bambini che necessitano di un’attenzione maggiore, magari a causa di qualche disturbo legato all’apprendimento.

  • Il gruppo, Coccinelle, è aperto ad un massimo di dieci, dodici bambini e si ritrova due pomeriggi alla settimana alle ex scuole medie.
  • Casetta è lo stesso servizio pensato però per i ragazzini delle scuole primarie di secondo grado.
  • Il doposcuola, Spazio Ragazzi, è previsto tre volte alla settimana dalle 13 fino alle 16 all’interno della scuola di San Benedetto.

Per ora, a poche settimane dall’avvio dell’anno, sono già 60 i ragazzini che partecipano. E la possibilità di iscriversi rimarrà aperta tutto l’anno. A seguire questo servizio saranno quattro educatori.

Ci sono poi i gruppi studio all’Informagiovani. Due distinti, per le primarie di secondo grado e per le superiori. E ancora, un gruppo di lettura che si trova una volta alla settimana.

Lo Spazio giovani

Gli appuntamenti per i ragazzi più grandi ci sono poi anche verso sera. Per cercare di “agganciare” la fascia fisiologicamente più complicata. Si tratta dello Spazio Giovani che negli ultimi mesi ha avuto come riferimento il Kiosko (il bar dato in gestione dal Comune ad un gruppo di persone che si sono impegnate a gestirlo proprio in stretta connessione con gli educatori e i loro progetti). Presenti, sempre, gli educatori.

Il “Progetto Giò”

Tutto l’anno dura poi il Progetto Giò – Giovani in Officina, realizzato con fondi ministeriali insieme ai Comuni di Castelnuovo del Garda, Lazise e Valeggio sul Mincio. I ragazzi, dalle medie alle superiori, sono chiamati a mettere alla prova le loro abilità manuali e anche a prendersi cura del luogo in cui vivono. Negli ultimi mesi hanno partecipato ad un corso di skateboard, hanno assistito ad una lezione sui fumetti, ad una sulla storia e l’origine dei graffiti, hanno ridipinto con le loro mani e i loro disegni lo skate park.

«Questo è un progetto che ha dato grandi soddisfazioni – spiega l’educatrice – perché è riuscito a riportare i ragazzi fuori di casa, a far loro usare le mani, una cosa che fanno sempre meno. In più scoprono le loro passioni e le loro competenze».

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Da gennaio ci sarà poi un nuovo tassello. Gli educatori usciranno dalle stanze del Comune, una sorta di montagna che va da Maometto. Dopo una fase di formazione che si sta svolgendo adesso, andranno a cercare i giovani che non escono dal proprio quartiere, dalla propria casa.

«Gli educatori stanno dove le cose accadono – spiega un educatore -. E quindi andiamo noi da loro, a creare un contatto, anche a capire se ci sono degli elementi di preoccupazione».

La difficoltà vera, infatti, è proprio questa. L’adolescenza che si somma a un paio di anni molto complicati.

«I ragazzi fanno sempre più fatica ad uscire – sostiene un’altra educatrice -. Una tendenza a cui stavamo assistendo già prima del Covid. Poi questo ha dato il colpo finale. La sensazione è che i nostri giovani stiano complessivamente bene. Una certa difficoltà è comprensibile e sta nelle dinamiche adolescenziali. Quello che noi vogliamo evitare è che, magari attraverso l’isolamento, queste difficoltà si cronicizzino. E per questo che vogliamo andare a “cercarli” e che sarebbe bello che le famiglie si sentissero libere di venire da noi a fare quattro chiacchiere, se ne sentissero il bisogno. Noi siamo sempre qui, a disposizione. E mi sento di dire una cosa. I giovani che si trasformano in adulti problematici arrivano spesso da famiglie che hanno provato a nascondere le difficoltà o che le che hanno sottovalutate».

Gaiulli conclude: «Il mio bilancio, dopo tutti questi anni, è positivo. Questo non significa che non ci siano situazioni difficili. Credo però che molto spesso le criticità non dipendano dai ragazzi ma da quello che si offre loro. Noi a Peschiera diamo a loro gli strumenti per scegliere da che parte stare. E se sbandano siamo sempre qui a sorreggerli. Ogni volta che iniziamo un progetto, diciamo che stiamo cercando il Sindaco di domani, chi in futuro saprà prendersi cura del nostro territorio».

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