Infortunio mortale sul lavoro a Montorio, deceduto un quarantenne
Questa mattina a Montorio infortunio mortale sul lavoro
Ennesimo infortunio mortale sul lavoro, questa mattina a Montorio. Un uomo di 40 anni è stato investito intorno alle 10.30 da un autocarro in manovra, perdendo la vita. L’incidente è avvenuto nel parcheggio esterno della ditta Ingessil srl, in via Dei Peschi 13
Sul posto sono giunte l’ambulanza e l’auto medica, insieme ai Carabinieri che accerteranno al dinamica del fatto. Presente anche lo Spisal per degli accertamenti.
Secondo le prime informazioni, la vittima sarebbe di Bosco Chiesanuova. Lo riporta l’Ansa.
Proprio pochi giorni fa, l’Osservatorio Vega aveva rilasciato un dato molto preoccupante. Nei primi otto mesi del 2022 sono state 65 le vittime totali sul lavoro: 43 hanno perso la vita “in occasione di lavoro” e 22 “in itinere”, cioè nel percorso da casa alla sede di lavoro. Un numero che oggi, purtroppo, è salito.
A fine agosto 2022, sono tre le province venete che si trovano in zona rossa: Rovigo, Belluno e Verona. Ed è Rovigo la provincia veneta in cui i lavoratori rischiano di più (indice di mortalità pari a 43,1 infortuni mortali ogni 1.000.000 di lavoratori, contro una media regionale di 20,7 e nazionale di 22). Seguono: Belluno (35,0), Verona (32,2), Vicenza (24,0), Venezia (23,0). Mentre a Padova e a Treviso che sono in zona bianca scendono rispettivamente a 10,4 e a 5,1.
La rabbia dei sindacati: «Serve una svolta!»
«Anche oggi l’elenco delle morti sul lavoro si allunga di una vittima!» è il rammarico espresso nel comunicato congiunto di Cgil, Cisl e Uil Verona. «Oggi Verona raggiunge la quota di 17 morti bianche, ancora prima in Veneto. A quanto pare la Sicurezza nei luoghi di lavoro non trova strumenti di sostegno, nessuna priorità per la tutela della vita delle persone. Serve una svolta! Va rivisto il modello!».
«Il sistema Spisal va messo nelle condizioni di diventare un organismo di assistenza, consulenza e vigilanza che affianchi ogni azienda, nessuna esclusa, nell’accompagnamento alle implementazioni delle misure di prevenzione e protezione» aggiungono i segretari veronesi sindacati confederali.
Sul tema si esprime anche l’Ugl con il segretario generale Paolo Capone e il segretario regionale Veneto Leonardo De Marzo: «sgomento e indignazione di fronte ad un tragico infortunio mortale sul luogo di lavoro che si doveva e poteva evitare. Occorre intervenire subito rafforzando i controlli e la formazione sulla sicurezza per porre fine a questa intollerabile strage quotidiana.
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