Ritorno di gran classe. Lunedì inizia la scuola
Lunedì 12 settembre suona la campanella per gli alunni veronesi. Le attenzioni anti-Covid restano, ma la normalità è quasi del tutto riconquistata. Niente mascherine, niente dad, niente isolamento per i compagni di classe di un positivo.

«Non partiremo con restrizioni stringenti, perché al momento la variante Omicron non preoccupa» ha specificato ai microfoni di Radio Adige Tv Laura Donà, dirigente tecnico dell’Ufficio scolastico regionale. «Ci siamo occupati della qualità dell’aria, che vogliamo garantire nelle aule: questa è una grande sfida» ha aggiunto.
Donà ha anche ricordato le norme nel caso di positività da Covid in classe: «Il positivo va in isolamento per cinque giorni, è riammesso con tampone con esito negativo, ma nessuno dei compagni di classe sta a casa. Cade quindi il sistema dei contatti stretti, che aveva generato molta confusione e difficoltà di gestione. Ora il contagio da Covid verrà trattato come un contatto da influenza».
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Ciò non significa “liberi tutti”: «È però consigliato l’utilizzo della mascherina FFP2 per i compagni di classe» dice la dirigente. «Aggiungo che viene comunque raccomandata l’igienizzazione delle mani e l’apertura delle finestre, come due semplici misure che possono però tutelare l’intera classe».
David Di Michele, vicepresidente della Provincia di Verona con delega alla scuola, ricorda le ferite della pandemia nei confronti del sistema scolastico: «Una vera e propria emergenza, in quanto gli insegnanti non avevano avuto modo di formarsi sulla didattica a distanza, e nemmeno i ragazzi erano pronti. Ho sempre sostenuto che la scuola vada fatta in presenza, perché è fondamentale l’interazione visiva e comunicativa».
La Provincia è responsabile della gestione dei 52 istituti superiori della provincia. Aggiunge Di Michele: «Bisognava assolutamente tornare alla quotidianità: mi auguro che le cose possano ripartire per tutti nel migliore dei modi».
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L’augurio del Presidente del Veneto
«Siamo all’inizio di un nuovo anno scolastico, l’avvio di un percorso che non è solo un programma di lezioni, di ore di studio, di acquisizione di nozioni e di prove di apprendimento. È soprattutto una fase di crescita personale come individui e come cittadini. Un momento della vita in cui si capiscono le proprie aspirazioni nell’ottica della crescita come individuo e di un progetto comune. Invio a tutti gli studenti veneti il mio augurio di tante soddisfazioni e di giorni proficui per il loro curriculum e per il loro futuro».
Con queste parole il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia saluta i giovani che riprenderanno a frequentare le scuole del Veneto per un nuovo anno di studi.
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«Questo avvio di anno – prosegue il Governatore – avviene in un periodo in cui in tutti c’è consapevolezza di un momento storico particolare. Stiamo uscendo faticosamente da una pandemia che non esclude colpi di coda mentre in Europa si combatte una guerra sanguinosa che sta proseguendo da mesi con ripercussioni sociali ed economiche rilevanti. Ma in questi ultimi due anni difficili, come mai prima, abbiamo compreso il valore della scuola nella socialità, cosa significhi frequentare le lezioni a contatto con i compagni ed apprendere con la condivisione diretta. L’esperienza maturata dall’organizzazione scolastica, dai ragazzi, dagli insegnanti e da tutto il personale è, quindi, un bagaglio prezioso anche per fare progredire la consapevolezza civica di ognuno e il senso di comunità generale».
«Il primo giorno dell’anno scolastico è sempre un giorno importante – conclude il Presidente -. È il giorno degli incontri, del rinnovo delle amicizie, anche di nuovi legami. È il giorno che apre sempre una nuova porta sul futuro. Tra coloro che arrivano tra i banchi c’è il ragazzo che un domani sarà Presidente della Regione, primario di un grande ospedale, manager o professionista di fama, artigiano ricercato, importante docente universitario. A tutti auguro di trovare la chiave della propria affermazione».
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