A Verona in migliaia per il Pride (e c’è anche il sindaco)

Nemmeno la cappa di calore che avvolge Verona da giorni ha scoraggiato le migliaia di persone che oggi pomeriggio si sono date appuntamento in piazza Bra per il "Verona Pride". L'evento, che combatte ogni discriminazione di genere, ha invaso di colori il cuore della città per poi spostarsi a Porta Vescovo per la chiusura. La…

Nemmeno la cappa di calore che avvolge Verona da giorni ha scoraggiato le migliaia di persone che oggi pomeriggio si sono date appuntamento in piazza Bra per il “Verona Pride“. L’evento, che combatte ogni discriminazione di genere, ha invaso di colori il cuore della città per poi spostarsi a Porta Vescovo per la chiusura.

La manifestazione, che nei giorni scorsi aveva fatto discutere e aveva acceso alcuni dibattiti, è destinata però a rimanere nella storia, come avevano già annunciato gli organizzatori. In piazza, infatti, è sceso, per la prima volta, anche il sindaco di Verona, Damiano Tommasi, che si è schierato al fianco dei manifestanti.

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Le reazioni della politica

Nei giorni scorsi e nelle scorse ore sono diverse le prese di posizione sul Verona Pride. Tra chi ha urlato “No alla teoria gender” e chi ha definito la presenza del sindaco “inopportuna”, c’è anche chi, nell’opposizione, si è complimentato con Tommasi.

Casa Pound

“Ci sentiamo ancora una volta in dovere – afferma la nota del movimento – di esprimere tutta la nostra contrarietà alla legittimazione, anche tramite queste “carnevalate” che le istituzioni forniscono per sradicare ogni identità nei più giovani. Più volte ci siamo dovuti opporre a tentativi di indottrinamento da parte degli Istituti e delle varie sigle Studentesche di Sinistra all’interno degli istituti Veronesi, ai danni degli studenti che vengono “pilotati” a piacimento dai promotori del politicamente corretto ad ogni costo, proprio nel momento della loro formazione come persone e come cittadini. Ribadiamo ancora -termina la nota- che il nuovo consiglio comunale e le varie sigle della sinistra non troveranno mai lo spazio per presentare queste assurde “tesi” ai danni dei giovani Veronesi e invitiamo tutti gli studenti che non vogliono accettare queste imposizioni, ad aggregarsi a noi per combattere questa battaglia difendendo la propria libertà di pensare e di vivere serenamente, senza subire un indottrinamento politico forzato e fuori da ogni logica.”

Stefano Valdegamberi, consigliere regionale

“Caro Sindaco Tommasi, il buon senso e l’equilibrio dei montanari ci insegna che non è con le carnevalate e le offese volgari verso altri e i valori in cui credono che si aiutano gli omosessuali. Queste manifestazioni, a mio avviso, rischiano solo di acuire lo scontro, suscitando reazioni biasimevoli sul fronte opposto. Il rischio è di ghettizzare ancor di più le persone che invece chiedono più uguaglianza. Sono persone che hanno pari diritti e doveri degli altri. Certe manifestazioni più che offendere gli altri offendono loro stessi e non reputo opportuno che un primo cittadino si metta a capo di queste iniziative intrise di esibizionismo provocatorio. Serve un approccio diverso, di reciproco rispetto tra persone, indipendentemente dagli orientamenti sessuali, e non fomentare lo scontro”.

Matteo Gasparato, presidente di Verona Domani

“Affermo a titolo personale che il nuovo primo cittadino ben ha fatto a confermare la sua presenza. Una manifestazione che tutela i diritti di tutti, che testimonia la pluralità e l’apertura di una città troppo spesso dipinta come oscurantista, chiusa, integralista. Sono assolutamente convinto che una manifestazione come il Pride non debba avere né pregiudizi, né praticare esclusioni di nessun tipo e che ogni amministrazione, al di là dei colori politici, non debba mai indietreggiare sui diritti civili – afferma Gasparato – Riaffermo con forza che i diritti dell’individuo non sono negoziabili. Assicuro inoltre che in futuro sarò in prima linea con Verona Domani contro ogni discriminazione, tanto più se basata sull’orientamento sessuale, affinché la società veronese progredisca nel rispetto, tutela e promozione dei diritti di tutte le persone.” E prosegue: “Comprendo anche che la marcia dell’orgoglio omosessuale a Verona riveste un forte significato politico che sottolinea per la città un netto cambiamento rispetto al passato, ma credo anche che sui diritti personali non ci si debba dividere in recinti. Bene ha fatto il sindaco Tommasi ad assicurare da parte della sua amministrazione il massimo impegno per una città della tolleranza, del rispetto dei diritti, una città moderna, inclusiva ed accogliente. La battaglia dei diritti non deve mai abbassare la guardia e l’attenzione”.

Michele Bertucco e Federico Benini, assessori comune di Verona

L’appuntamento veronese è particolarmente importante e significativo perché in passato le amministrazioni comunali si sono fatte, più volte portavoce di quanti vorrebbero invece negare questo semplice e basilare diritto civile. – hanno spiegato gli assessori – Ricordiamo il retrogrado Congresso delle Famiglie patrocinato dal Comune di Verona, le mozioni omofobe del 1995 (in questi anni il nostro ordine del giorno che chiedeva di revocare le mozione omofobe non è mai stato portato al voto in consiglio comunale) e i venti di integralismo che più volte sono spirati in consiglio comunale. Un clima ostile che contrasta l’apertura della stragrande maggioranza dei veronesi verso questi temi”.

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