Valdegamberi: «Centrodestra unito, non c’è tempo per litigi da pollaio»

Il consigliere regionale Stefano Valdegamberi, presidente di Vale Verona, che assieme a Famiglia è Futuro si è presentata al voto con Verona al Centro a sostegno di Federico Sboarina, commenta ai nostri microfoni il risultato elettorale ottenuto lo scorso 12 giugno. Innanzitutto partirei da un commento generale ai risultati di questa prima tornata di amministrative.…

Il consigliere regionale Stefano Valdegamberi, presidente di Vale Verona, che assieme a Famiglia è Futuro si è presentata al voto con Verona al Centro a sostegno di Federico Sboarina, commenta ai nostri microfoni il risultato elettorale ottenuto lo scorso 12 giugno.

Innanzitutto partirei da un commento generale ai risultati di questa prima tornata di amministrative.

Il primo dato eclatante è che un veronese su due non sia andato a votare. Questo crollo della partecipazione al voto è emblematico della disaffezione dei cittadini nei confronti della politica. Non è un buon segnale. L’offerta politica, forse, non soddisfaceva l’elettorato. Il sindaco che vincerà sarà quindi il sindaco soltanto di una percentuale molto bassa di veronesi, e per forza di cose sarà un sindaco debole. Per quanto riguarda il risultato di Tommasi, quei punti percentuali in più indicano una voglia di novità. Il centrosinistra non è mai stato così forte, è chiaro che ora il centrodestra deve riconciliarsi, perché in Italia ha vinto. Le diatribe interne non hanno giovato a nessuno. Non è semplice recuperare i rapporti, ma occorre intelligenza da parte delle due parti per trovare un punto d’incontro. Una parte di Vale Verona ha aderito appoggiando Sboarina, ma abbiamo lasciato libera scelta, tanto che alcuni associati invece si sono schierati con Tosi.

Secondo Lei, l’accordo con Forza Italia si farà?

Non posso fare le sue veci, ma dalle prime dichiarazioni credo ci sia un’apertura al dialogo. Potrebbe essere l’occasione per ricostruire quei rapporti che si sono rovinati nel tempo. Verona deve rimanere unita, e credo che quello che interessa ai cittadini sia un accordo basato su dei programmi concreti e migliorarsi ancora di più. Siamo di fronte a grandi opportunità che dobbiamo saper cogliere, quindi io credo che il centrodestra sia l’unica soluzione per non mettere in discussione scelte già prese e non dover ricominciare tutto da capo. Sono fiducioso che si troverà un accordo.

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Condivide le parole di Paolo Rossi di Verona Domani, che si dice preoccupato per un possibile ritorno del centrosinistra a Verona?

Se il centrodestra ha avuto e ha delle difficoltà, credo che la sinistra ne abbia molte di più. Ci sono molte visioni contrastanti che spesso si scontrano addirittura tra di loro. È un’area molto differenziata. Spero che Verona metta da parte le baruffe e i disguidi e che scelga persone capaci e competenti, con una certa professionalità. Non c’è tempo da perdere in litigi da pollaio. Credo quindi che il centrodestra abbia delle possibilità in più di fare meglio. Ciò non toglie che Tommasi sia una bravissima persona, ovviamente.

Nicola Baldo della lista Sboarina Sindaco sostiene che, se dovesse salire il centrosinistra, potrebbe esserci un’interruzione della cosiddetta filiera che porta a Venezia. Lei, che è in regione, conferma questa supposizione?

La politica cambia giorno per giorno. Chiaramente, c’è grande difficoltà anche a Roma. Mi aspettavo da un governo Draghi qualcosa in più, la capacità di rilanciare maggiormente il Paese, quando invece abbiamo mantenuto gli errori atavici della politica nazionale e abbiamo scelto l’isolazionismo a livello internazionale. Tornando a Verona, io credo che ci siano degli step importanti da fare, come rafforzare il ruolo delle municipalizzate. Trento è pronta a dialogare con Verona, e serve un sindaco che sia pronto a dialogare con Trento sin da subito, rendendo il nostro territorio un polo di attrazione.

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