Campo di Concentramento di Montorio: valore alla Memoria
A Montorio, si è dato inizio al progetto di valorizzazione del Campo di Concentramento di Montorio. L’obiettivo è renderlo presto disponibile a visite aperte al pubblico, soprattutto scolastiche. Il Demanio, proprietario dell’area, in questi giorni ha sottoscritto l’atto di concessione temporanea del sito storico al Comune di Verona; il primo passo fondamentale per giungere al trasferimento definitivo di proprietà.
Le associazioni Figli della Shoah e Montorioveronese.it, che nei mesi scorsi hanno lavorato per recuperare il luogo della Memoria, potranno ora stipulare con l’Amministrazione comunale un Patto di Sussidiarietà per proseguire l’opera di sistemazione. Sino ad ora, è stato possibile rimuove i rifiuti dall’area, ripulirla dall’invasione della vegetazione, posare le recinzioni per la limitazione del percorso di visita e procedere con la messa in sicurezza degli spazi attorno allo stabile, non ancora recuperato.
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Tra le azioni da mettere in atto, vi è l’attivazione di una raccolta fondi per finanziare la messa in sicurezza dell’immobile. Nel frattempo si procederà con la stesura del progetto di rigenerazione del sito storico, che aprirà la strada per il trasferimento definitivo della proprietà al Comune, prevista dal Federalismo Demaniale.
Questa mattina, il sindaco Federico Sboarina si è recato sul posto per consegnare ai volontari l’atto di concessione temporanea firmata dal Demanio. Presenti, oltre all’assessore al Patrimonio Nicola Spagnol, anche il referente dei Figli della Shoah Alberto Castagna, in rappresentanza del consigliere Roberto Israel, il presidente dell’associazione Montorioveronese.it Roberto Rubele, assieme a Alberto Speciale, il presidente di Agsm-Aim Stefano Casali ed infine l’architetto Federica Guerra.
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«Da questo momento in poi, la memoria scaligera sarà contestualizzata. Questo luogo, infatti, è un segno tangibile di quanto successo 70 anni fa – ha sottolineato il sindaco Sboarina –. Valorizzandolo e aprendolo al pubblico, sarà possibile far comprendere soprattutto alle nuove generazioni le atrocità e il dolore che sono stati generati dall’odio per l’umanità. E fare un salto indietro nel tempo affinchè cresca la percezione di quanto avvenuto in passato e certe tragedie non si ripetano mai più».
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