Sabato al Camploy Elio Germano riscrive Pirandello in virtual reality
Sabato al Camploy Elio Germano riscrive Pirandello in virtual reality
Elio Germano riscrive e adatta Così è (se vi pare), celebre pièce di Luigi Pirandello, per la realtà virtuale. L’attore accosterà così teatro e nuove tecnologie in una sperimentazione sui grandi classici. Sarà dunque un’indagine tra realtà oggettiva e verità soggettiva. Sabato 9 aprile, al teatro Camploy, va in scena lo spettacolo con cuffie e visori. Duplice la replica, per consentire a più persone possibili di assistere, la prima alle 18.30, la seconda alle 21.45.
Lo spettacolo, co-prodotto da Fondazione Teatro della Toscana e Gold Productions, rientra nel cartellone de L’Altro Teatro, rassegna del Comune di Verona.
Germano, in veste di drammaturgo, regista e attore, cala il testo pirandelliano nella società moderna. In essa “spiare” l’altro risulta ancora più semplice grazie all’uso dei nuovi media. Lo spettacolo è stato infatti pensato per essere realizzato in realtà virtuale: un nuovo strumento tecnologico, tra cinema e teatro, che pone lo spettatore al centro della scena. Tramite cuffie e visori il pubblico si trova a essere non più a teatro, ma all’interno del lussuoso appartamento dove si svolge la storia. Più precisamente, si trova nel corpo di uno dei personaggi, che vede e ascolta tutto: il Commendator Laudisi, anziano padre di Lamberto, su una sedia a rotelle, invenzione non presente nel copione originale. Si apre così la possibilità di un’esperienza unica nel suo genere, utile alla finalità del racconto e alla riflessione sul tema pirandelliano di cosa sia reale e cosa sia vero.
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La prospettiva è duplice: individuale e collettiva. Attraverso la visione simultanea, lo spettatore si trova immerso nella stessa vicenda a cui assistono gli altri, ma può scegliere lui dove e cosa guardare. Contemporaneamente, nello stesso spazio, altre persone fanno la sua medesima esperienza.
«Il virtuale – spiega Germano -, è un linguaggio terzo rispetto al cinema e al teatro, e come tale va esplorato. Le riprese sono sferiche, il video è tutto intorno a noi: sopra, sotto, ci sentiamo proprio dentro alla visione. C’è poi un forte impatto emotivo. Il pubblico vive un’esperienza virtuale, ma con la sensazione di far parte fisicamente della narrazione. È questa la grande potenzialità della realtà virtuale. La possibilità di mettere lo spettatore all’interno del racconto, facendogli percepire che il racconto lo riguarda. Sia in termini di scrittura che registici, questo è un aspetto che mi interessa molto. Cercare di arrivare addosso al pubblico, circondarlo e quasi toccarlo, renderlo profondamente partecipe».
Biglietti in vendita al Box Office di via Pallone e sui circuiti Boxol, Box Office Live e My Art Even. Il botteghino del Teatro Camploy sarà aperto la sera dello spettacolo a partire dalle ore 20.
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