Zaia: «Oggi, due anni fa, lo scoppio della pandemia». La ricostruzione degli eventi

«Oggi, due anni fa, lo scoppio della pandemia» Il bilancio dei due anni di pandemia Il presidente della regione Veneto Luca Zaia fa il bilancio dei 24 mesi dallo scoppio della pandemia, iniziando dai ringraziamenti a sanitari, volontari e ai Veneti. «Dopo 24 mesi siamo ancora qui. Penso che oggi sia la giornata dei bilanci…

«Oggi, due anni fa, lo scoppio della pandemia»

Il bilancio dei due anni di pandemia

Il presidente della regione Veneto Luca Zaia fa il bilancio dei 24 mesi dallo scoppio della pandemia, iniziando dai ringraziamenti a sanitari, volontari e ai Veneti. «Dopo 24 mesi siamo ancora qui. Penso che oggi sia la giornata dei bilanci ma soprattutto dei ringraziamenti. Se siamo arrivati qui, è perché il Veneto ha fatto squadra. Ringrazio coloro che in prima linea hanno curato fisicamente i nostri cittadini, quindi i sanitari tutti, senza distinzione di ordine e grado, e tutti i volontari. Ringrazio tutti i Veneti. A volte quando parlo con i miei colleghi si meravigliano della simbiosi con il popolo veneto. C’è stato un grande lavoro di squadra».

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I bambini e adolescenti hanno sofferto più di tutti

«Il Covid ci ha innestato una serie di esperienze che mai avremmo pensato di vivere. Abbiamo vissuto una delle più grandi tragedie della storia. Questa è l’unica epidemia che ha fermato il mondo intero. Ringrazio i bambini e gli adolescenti, che sono stati tra i più recettivi e rispettosi delle regole, nonostante siano quelli che abbiano sofferto più di tutti la reclusione».  

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Grazie ai giornalisti

«Oggi vogliamo anche celebrare il ricordo e la memoria di quello che è stato. Vogliamo celebrare il coraggio e la professionalità anche dei giornalisti, che hanno continuato il loro lavoro di informazione quando là fuori la gente aveva paura di morire».

LEGGI LE ULTIME NEWS

La ricostruzione degli eventi fino al primo caso di Covid in Veneto

  • Il 30 gennaio 2020 l’OMS dichiara l’epidemia mondiale. «Noi eravamo già pronti con il nostro piano di sanità pubblica».
  • Il 4 febbraio 2020 Luca Zaia afferma che «valuterà di mettere in isolamento fiduciario i ragazzi che rientrano dal Capodanno Cinese e dalla Cina, per evitare di portare infezioni all’interno delle scuole». La frase suscitò molte polemiche e discussioni.
  • Il 21 febbraio 2020 alle ore 16.30 «ricevo la telefonata che in Veneto abbiamo i primi due pazienti Covid all’ospedale di Schiavonia. Abbiamo anche riscontrato il primo decesso Covid in Italia. Quella sera mi sono recato immediatamente a Padova e ho deciso personalmente, contro il parere dei presenti, di tamponare tutti i cittadini di Vò. Questi ultimi, con un senso di civiltà unico, si sono sottoposti più volte al test, nonostante non fosse previsto nelle linee guida dell’OMS. Chiesi inoltre che venisse chiuso l’ospedale di Schiavonia e che venissero messe tende riscaldate fuori dagli ospedali».

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Le prime zone rosse

  • Il 22 febbraio 2020 Vò diventa zona rossa, viene chiuso il carnevale di Venezia, insieme a scuole, chiese, cinema e teatri.
  • Il 24 febbraio 2020 la protezione civile allestì 56 tende nei 26 ospedali di riferimento per essere pronti a un eventuale arrivo di pazienti infettati. «Temevamo un “fiume” di potenziali positivi che andavano curati. Sapevamo già che non potevamo mischiare pazienti Covid e non Covid. In questa data sono iniziate inoltre le dirette, inizialmente fuori dagli ospedali. La scelta delle dirette è stata voluta, di disponibilità e forse un rischio. Ma io rifarei tutto questo percorso, perché i Veneti sono stati i cittadini più informati».
  • L’1 marzo 2020 il Veneto diventa rossa con Emilia Romagna e Lombardia. «Noi eravamo gli unici in Europa ad aver avuto dei pazienti di Covid».
  • Il 3 marzo 2020 costituiamo il Comitato Tecnico Scientifico. «Ai primi di marzo avevo già predisposto i contatti per avere un grosso aereo a disposizione all’aeroporto di Verona per inviarlo in Cina per andare a caricare le macchine per fare mascherine e loro sarebbero rimasti lì. Avrebbero fatto una quarantena, c’erano già i volontari per partire. Eravamo talmente angosciati dalla mancanza di dispositivi che già predisponevamo questa ipotesi. Poi il piano non è andato, abbiamo tamponato con le mascherine prima di Grafica Veneta e poi di Arcuri. La situazione quindi è stata arginata così. In questi giorni arrivano anche i primi disegni dei bambini. Ne sono arrivati quasi 1.600».

Il lockdown

  • Il 7 marzo 2020 viene annunciato il lockdown. «Non dimenticheremo mai le fotografie della stazione centrale di Milano assaltate da persone che volevano tornare a casa. Avevamo tutti l’illusione che il virus potesse venire contenuto al luogo dove si trovava».
  • Il 9 marzo 2020 il governo fa partire il lockdown totale e dura fino al 4 maggio. Il 9 e il 10 era consentito l’accesso al lavoro, dall’11 diventa chiusura totale. «Ricordo le scene dei supermercati vuoti, degli scaffali deserti».
  • Il 14 marzo 2020 inizia la campagna dei tamponi on the road.
  • Il 15 marzo 2020 nascono i primi dodici Covid Hospital. Abbiamo rimesso in moto inoltre gli ospedali chiusi.

Altre date cardine

  • 18 maggio 2020: il giorno delle riaperture
  • 27 dicembre 2020: l’inizio della campagna di vaccinazione.

Il report della Regione Veneto

La conferenza del Presidente Zaia

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