“Papà coraggio”: «Ho voluto dare un segnale alla politica». L’intervista a Radio Adige Tv

"Mario", nome di fantasia, ha voluto mettere sotto i riflettori le difficoltà nel relazionarsi con la figlia adolescente, in passato protagonista di episodi spiacevoli. Lo ha fatto per stimolare la politica a lavorare sul disagio giovanile. Ha annunciato che presto sparirà dalle tv, ma non si pente di essersi esposto: «L'ho fatto per amore di…

“Mario” ha voluto dare un segnale, una «svegliata» agli amministratori

“Papà coraggio” ha voluto dare «un segnale alla politica». Uno stimolo per mettere al centro del dibattito pubblico il problema del disagio giovanile, delle cosiddette “baby gang” e del bullismo.

«Nel giro di 15 giorni mi farò da parte» specifica “Mario”, nome di fantasia usato per riconoscere il “Papà coraggio” che da qualche settimana ha in effetti animato alcune discussioni nel dibattito pubblico.

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Chi è “Papà coraggio”

Genitore di una ragazza adolescente, in seguito ad alcuni episodi spiacevoli che hanno coinvolto la figlia ha voluto esporsi per portare l’attenzione sul tema delle baby gang e le difficoltà relazionali fra genitori e figli. «L’ho fatto perché ho visto i comportamenti di mia figlia. Che sono migliorati, devo dire. Frequenta ancora le sue amiche, ma non vanno più a fare le teppiste, da quello che so, cercando sempre di starle vicino». Questo ha spiegato “Mario” durante l’intervista rilasciata al direttore Matteo Scolari durante la trasmissione Verona Economia su Radio Adige Tv (clicca qui per la registrazione gratuita al portale).

«Il problema – ha aggiunto “Mario” – è a livello nazionale, non solo a Verona. Ho voluto sottolinearlo per dare una “svegliata” agli amministratori. Vorrei dare uno stimolo, per far capire che devono risolvere il problema, e farlo con la testa. Non basta mettere lì un assistente sociale o parlare solo per fare campagna elettorale».

La “missione” del “Papà coraggio” era questa, e si sta per esaurire. «Entro 15 giorni la mia immagine sparirà dalle televisioni, per vedere cosa succederà. Io devo lavorare e recuperare il rapporto con mia figlia».

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Guarda l’intervista a Papà coraggio a Verona Economia su Radio Adige Tv

La difficile relazione con la figlia

«I primi comportamenti risalgono a un anno e mezzo fa» ha raccontato “Mario”, separato dalla madre della ragazza. «Poi abbiamo iniziato a vedere dei peggioramenti la scorsa estate, da racconti suoi, da come rispondeva, da come si comportava a scuola, dagli orari. Essendo genitori separati ci sono delle difficoltà maggiori. Ho parlato con la Questura, con altri genitori e ragazzini, e un genitore si preoccupa».

Da dove arrivano questi comportamenti della figlia? «Ho cercato di capirlo e il grande peggioramento è stato dopo il lockdown. Io sono stato assente per alcuni mesi per malattia. Sicuramente manca il dialogo, è difficile. Insieme alla mia ex moglie stiamo seguendo un percorso con un terapista».

«A proposito di questo, lo sportello proposto da Bacciga è importante anche per le famiglie che non si possono permettere un terapista. Io per fortuna posso andarci, ma tanti papà e mamme purtroppo non se lo possono permettere».

“Mario” rifarebbe quello che ha fatto? Cioè esporsi? «Sì. Fra 15 giorni mi farò da parte e spero che le istituzioni agiscano. Ma rifarei quello che ho fatto, perché l’ho fatto per amore di mia figlia».

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Gli scontri politici

Michele Croce e "Papà coraggio"
“Papà coraggio” stringe la mano a Michele Croce (Prima Verona)

Negli scorsi giorni ha fatto discutere la partecipazione di “Mario” a un gazebo del movimento civico Prima Verona. «Sono stato invitato dall’avvocato Michele Croce a presenziare a questo gazebo e ho partecipato perché la raccolta firme che veniva proposta mi sembrava un’iniziativa interessante. Ho subito specificato che la mia non era una presenza politica, ma un coinvolgimento per favorire la raccolta firme».

Lo scontro con il consigliere comunale e presidente della commissione Sicurezza del Comune di Verona Andrea Bacciga si è acceso nelle scorse ore. «Non è mia intenzione prendere in mano lo sportello che, giustamente, lui ha proposto. Non sono qualificato. All’avvocato Bacciga avevo specificato l’intenzione di aprire un’associazione, magari con uno sportello simile, ma di cui io sarei stato solo promotore. La presidenza e la gestione sarebbe di psicologi e avvocati che entreranno nel gruppo che sto per creare».

Anche il consigliere Bacciga è stato ospite, ieri, su Radio Adige Tv.

«Vorrei chiedere all’avvocato di smetterla di associare me a una posizione politica. La mia posizione politica è nel privato, come “Papà Mario” no. Questo è un problema sia di destra, che di sinistra. Sulla questione sociale non ci deve essere alcuna appartenenza politica». Lo stesso Bacciga, ieri, per certi versi ha gettato acqua sul fuoco.

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