«No agli scritti alla maturità», la protesta della Rete degli Studenti Medi
«No agli scritti alla maturità», la protesta della Rete degli Studenti Medi
Questa mattina, 4 febbraio, in Piazza Bra a Verona si sono radunati più di trecento studenti per protestare contro le nuove direttive sulla maturità.
Il ripristino del Ministero della maturità “classica”
Il ministero ha infatti ripristinato infatti gli esami scritti e la seconda prova. La sessione dell’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione avrà inizio il giorno 22 giugno 2022 alle ore 8:30, con la prima prova scritta di italiano.
Le motivazioni della protesta
«Oggi siamo qui in piazza in protesta per il mancato confronto con il ministero – dichiara Camilla Velotta, coordinatrice della Rete degli Studenti Medi di Verona -. La proposta del Ministero non ci rappresenta assolutamente. Decidere sulla nostra pelle ma senza di noi non ha senso. Questi sono stati due anni di didattica online. Sono stati due anni di instabilità. Soprattutto, sono stati due anni nei quali le problematiche del sistema scolastico sono state gestite con impreparazione e ritardo. La scuola è ancora lontana dalla normalità e non basterà di certo aggiungere prove alla maturità per ripristinarla».
Manifestazioni anche nel resto d’Italia
Le manifestazioni sono state indette in tutto il Veneto e in tutta Italia dalla Rete degli Studenti Medi. In Piazza Bra hanno aderito studenti e studentesse da tutte le scuole di Verona. Sono intervenuti nel corso della manifestazione studenti e rappresentanti da tutte le scuole scaligere. Da anni, la Rete degli Studenti Medi critica l’approccio con cui la scuola italiana e il Ministero trattano il tema degli esami di stato.
Tesina e niente scritti: la controproposta della Rete degli Studenti Medi
Gli studenti, organizzati a livello nazionale, si sono mobilitati dunque per una maturità che tenga conto degli ultimi tre anni di scuola “a singhiozzo”. «Come Rete e organizzatori chiediamo una maturità che dia importanza e spazio ai percorsi personali con una tesina e niente scritti».

Velotta: «Servono certezze e serve ascolto»
«Una scelta davvero matura dovrebbe tener conto degli ultimi tre anni di scuola. Dovrebbe parlare direttamente con gli studenti e fare un’analisi seriamente pedagogica su questa maturità – conclude Velotta -. Inoltre, la risposta a questa protesta non può essere la messa in dubbio delle competenze di noi studenti. Anzi, si deve capire e comprendere il disagio e l’instabilità didattica, protagonisti in questi anni. Pensare che questi anni non siano stati per noi deleteri a livello scolastico, e rispondere al nostro dissenso con la messa in dubbio dell’impegno e della voglia di studiare degli studenti, è ridicolo e riduttivo. Non c’entra assolutamente. Ora servono certezze, serve ascolto. Ci faremo sentire».
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