Virglio Grossule, il medico veronese raccontato venerdì 17 dicembre
Nel quadro della sua missione plurisecolare di memoria storico-scientifica della città, del suo territorio e dei suoi personaggi illustri, noti o meno, l’Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere di via Leoncino 6 a Verona promuove, alle 17 di venerdì 17 dicembre, un incontro con tre studiosi veronesi sul medico di Bosco Virgilio Grossule (1821-1924), attivo in Congo dal 1901 al 1921 alle dipendenze del re del Belgio Leopoldo II, dove si distinse per l’umanità e divenne pure esploratore, amministratore, magistrato, antropologo e studioso di malattie tropicali. Il tutto dentro un universo concentrazionario su popolazioni primitive inermi, obbligate da un sistema coloniale piramidale allo sfruttamento del lavoro forzato, che causò oltre 10 milioni di vittime, mentre era stato diffusissimo lo schiavismo verso i paesi delle Americhe, dal 1502 al 1866, che ne provocò più di altrettanti determinando lo sterminio di più generazioni.
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I relatori
Il padre missionario comboniano Eliseo Tacchella, nativo di Lugo in Valpantena, superiore della casa madre di Verona e già responsabile del Museo Africano di vicolo Pozzo in Veronetta, con esperienza di 30 anni di operatività in Congo, la dottoressa Antonella Arzone, conservatrice delle collezioni d’arte – Musei Civici di Verona e il giornalista Bartolo Fracaroli, biografo di Grossule, inquadreranno l’attività del medico scaligero nella storia tribolata del Congo.
I temi trattati
Si parlerà del colonialismo fino al neocolonialismo attuale con le identiche, se non peggiori, sofferenze delle popolazioni locali, portate al nazionalismo dagli interessi mondiali e spesso scontratesi fra loro; Tutsi contro Hutu (5 milioni di morti) nell’indifferenza e nell’attenzione compulsiva ad assicurarsi – a prezzi di fame – le risorse minerali e ambientali della nazione subsariana, armandone i conflitti tribali. I belgi non vi fecero ospedali, case e strade, non vi prepararono una classe dirigente.
Oggi ci troviamo davanti a una vera balcanizzazione, con bambini/e soldato in un continente nel continente inutilmente presidiato da 20 anni da 20 mila Caschi blu Onu al costo di 1,5 miliardi di euro l’anno.

In questo contesto operò il medico di Bosco, Virgilio Grossule, guadagnandosi il rispetto dei bianchi al servizio di re Leopoldo II e la stima dei neri, rischiando di persona in varie circostanze, lasciando un diario non retorico dal 1901 al 1904, tornando in Italia 5 volte – anche quale medico per la Grande Guerra – e una mole copiosa di fotografie, studi, ricerche e corrispondenza. Nel 1921 Grossule, diventato capitano, lascia il Congo, si sposa a Milano nel 1918 con la padovana Giuseppina Capra che gli darà il figlio Augusto, poi farmacista a Salò, i cui eredi, Giancarlo e Claudio di Desenzano, custodiscono parte della sua vasta documentazione storica che la moglie, invece, quando lui morì nel 1924, temendo contagi africani, bruciò.
Potranno accedere all’Accademia solo coloro che sono in possesso di Green Pass ed è comunque indispensabile confermare la presenza allo 045/5702278.
Dove poter seguire la diretta
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