Bloccato un “mercato della droga” fra Verona e Fumane, lo spaccio funzionava 24 ore
Nella giornata di ieri, i Carabinieri della Sezione Operativa e delle Stazioni di Verona San Massimo e Verona Principale hanno dato esecuzione ad un Ordinanza di Custodia Cautelare emessa dal Tribunale di Verona – Ufficio GIP – a carico di quattro persone – due italiani, un bosniaco ed una marocchina – (O.C.C. in carcere) e un’italiana (obbligo di presentazione alla p.g.), ritenuti responsabili, a vario titolo ed in concorso, di spaccio di cocaina in città e a Fumane.
L’attività investigativa, coordinata dalla Procura di Verona, ha permesso di far emergere gravi elementi di colpevolezza in capo a tutti gli arrestati, nonché l’importanza del “giro d’affari” creato dal sodalizio di spacciatori che aveva base in due appartamenti, uno in città e uno a Fumane.
Gli indagati avevano avviato un florido mercato della droga che poteva contare su numerosi clienti abituali e che utilizzava anche un bar della piazza di Fumane, quale base d’appoggio per la gestione degli affari e di alcune cessioni.
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Lo spaccio al dettaglio avveniva senza soluzione nell’arco delle 24 ore, con una vendita media giornaliera di circa 40 dosi di cocaina (circa un grammo ciascuna) ed un introito quotidiano di 2.500.
Per l’acquisto dello stupefacente, all’assuntore bastava chiamare un numero di cellulare “dedicato” oppure prendere contatti fisicamente con gli spacciatori, di fronte al citato bar oppure presso le loro rispettive abitazioni a Verona e Fumane; quest’ultimi successivamente avrebbero provveduto ad indicare al cliente il luogo dello scambio.
Nel corso dell’indagine, svolta con il supporto di intercettazioni e di telecamere occultate, sono state tratte in arresto 3 persone responsabili di detenzione e spaccio di stupefacenti ed è stato altresì possibile rinvenire e sequestrare complessivamente 78 grammi di cocaina, 20 piante di marijuana (per un peso complessivo di 7 chilogrammi) e 20.000 euro in banconote di vario taglio, provento di attività illecita. Altresì sono stati identificati più di 53 acquirenti abituali degli odierni indagati.
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