San Zeno 1919, il capitano De Pizzol: «Bello essere un esempio per i giovani»
L’intervista al capitano del San Zeno 1919 Riccardo De Pizzol
Bandiera del San Zeno 1919 da tanti anni, Riccardo De Pizzol è sempre in prima linea in campo. Non si tira mai indietro e l’ha dimostrato domenica 14 novembre contro FC Clivense, quando è restato per ben 80 minuti in campo nonostante rientrasse dopo un mese e mezzo di stop a causa di un infortunio. Il futuro è ancora tutto da scrivere, ma davanti a Riccardo potrebbero esserci due scelte, come ci ha detto, continuare a giocare o entrare nella dirigenza del San Zeno. Ce ne ha parlato durante la trasmissione “Buongiorno Verona Live”.
Domenica 14 novembre è stata una partita combattuta Riccardo, ti abbiamo visto…
«Sì è stata una partita molto combattuta in Busa a San Zeno. Peraltro pioveva e il campo era pesante. È stata molto combattuta anche nel risultato perché fino agli ultimi secondi la partita è stata in bilico e abbiamo rischiato di pareggiare e meritavamo anche di farlo».
Parliamo ora di te, capitano storico del San Zeno. Quando hai iniziato a giocare?
«Ho iniziato negli Allievi ho fatto una breve parentesi al Verona, negli Allievi Nazionali, e poi sono tornato a San Zeno ed è dal 2000 che sono in prima squadra a San Zeno. Tanti miei amici e miei compagni dicono che sono Javier Zanetti del San Zeno. Conosco tutti: dal presidente Casale, che mi ha accolto fin da piccolo, tutti i dirigenti e compagni di squadra. Ora vivo anche a San Zeno, quindi…potrei anche essere il prossimo Papà del Gnoco (ride, ndr)».
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Per te che significato ha portare la fascia da capitano?
«È belle essere preso come esempio per i giovani. Adesso sono contento che alcuni giovani si ricordino di me a distanza di anni. Fa piacere perché ho insegnato qualcosa».
Cosa c’è nel tuo futuro? Continuerai a giocare?
«È da un po’ di tempo che dico che questo è l’ultimo anno. Fisicamente mi sento bene e finché il fisico mi reggerà giocherò. Quando vedrò che non ce la faccio più non voglio trascinarmi. Mi godo questo anno e speriamo di risalire la classifica perché non siamo messi benissimo anche perché sono stato fuori un mese, ma spero di finire bene quest’anno. L’anno prossimo si vedrà. Viviamo alla giornata».
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Potrebbe magari esserci un futuro da allenatore per te?
«Per diventare allenatore si deve fare il corso, mentre allenare i ragazzini di oggi farei un po’ fatica, anche con il discorso degli orari del lavoro. Magari si può fare più un discorso dirigenziale per diventare una sorta di team manager».
I prossimi impegni per San Zeno?
«Saremo contro Verona Arena, una società nuova e spero che i miei compagni mettano la determinazione messa domenica contro Clivense. Noi abbiamo un settore giovanile importante che darà soddisfazioni».
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