Zaia: «Senza vaccini oggi avremmo 1600 persone in ospedale». Per Covid oggi sono 381

Verso la zona gialla? Zaia: «Se i contagi non si fermano, anche in rosso» «Il dato concreto è che crescono i contagi» anche in Veneto, ha dichiarato il presidente della Regione Luca Zaia, durante la conferenza stampa di oggi. «L'occupazione ospedaliera è ancora gestibile» è il risultato della riunione di stamattina con i dirigenti delle…

Verso la zona gialla? Zaia: «Se i contagi non si fermano, anche in rosso»

«Il dato concreto è che crescono i contagi» anche in Veneto, ha dichiarato il presidente della Regione Luca Zaia, durante la conferenza stampa di oggi.

«L’occupazione ospedaliera è ancora gestibile» è il risultato della riunione di stamattina con i dirigenti delle Ulss del Veneto. «Però inizia a farsi sentire. Abbiamo passato le 400 persone in terapia intensiva, contando anche quelle non Covid. Da notare che il personale oggi non è alla massima disponibilità: rispetto a un anno fa, oltre al personale impegnato con i tamponi, c’è anche quello impiegato sulle vaccinazioni» ha registrato Zaia.

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«La preoccupazione è di gestire questo lento inesorabile aumento quotidiano. La domanda è sempre quella: passeremo in zona gialla? Probabilmente passeremo anche in arancione e in rossa, se non si ferma. Ma ho speranza che si fermi questo contagio».

«Certo è che questo piccolo inesorabile incremento non è massacrante, perché abbiamo le vaccinazioni in questo momento. Una proiezione dice che in Veneto, in una situazione come questa, se non avessimo avuto le vaccinazioni avremmo già mille e 600 persone in ospedale, più o meno. Sono proiezioni, ma questo è il dato».

I ricoverati in ospedale oggi per Covid nella regione sono 381, di cui 317 in area non critica e 64 in terapia intensiva. In terapia intensiva non per Covid ci sono altre 350 persone in Veneto.

«Le proiezioni dicono che in un paio di settimana dovremmo arrivare a un centinaio di pazienti Covid in terapia intensiva» ha fatto sapere il presidente.

«Buona parte delle infezioni sono in età scolare, ma la maggior parte è asintomatico o con pochi sintomi. Il problema è che se il virus circola, poi arriva anche a chi non si è o non ha potuto vaccinarsi, o chi ha già altre malattie».

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