Canalbianco: la convenzione sulla rimozione dei rifiuti arriva in regione
Venerdì 6 agosto si è tenuto il secondo incontro tra la Vice-Presidente del Veneto, Elisa De Berti, la dirigenza di Infrastrutture Venete, i rappresentanti del Consorzio di Bonifica Veronese, la direzione ambiente della Regione Veneto e i Sindaci di una trentina di Comuni del veronese e del rodigino per discutere alcuni punti relativi alla Convenzione destinata a regolamentare la rimozione e lo smaltimento dei rifiuti galleggianti sul Canalbianco.
Due i punti al centro del tavolo tecnico: la necessità di coinvolgere i comuni interessati allo sversamento dei rifiuti, in modo che le spese per la rimozione e smaltimento dei rifiuti non siano a capo solo delle due amministrazioni capofila (Adria e Legnago); non conteggiare ai fini della raccolta differenziata la rimozione dei rifiuti per non far lievitare il costo finale.
«È un dovere istituzionale di tutti non lasciar un problema di tutta la comunità in capo a due comuni – ha sottolineato De Berti a fine incontro, – È un atto di responsabilità di tutti noi. La delibera di approvazione del protocollo d’intesa è pronta e verrà portata in Giunta la settimana del 16 agosto».
«Ringrazio la Vice-Presidente De Berti per il suo impegno verso l’approvazione del provvedimento – ha commentato il sindaco Lorenzetti – Sarebbe stato difficile lasciare la gestione del problema ai singoli comuni. Soprattutto non mi sembrava corretto che restasse solo nelle mani di Adria e Legnago. Ci sono 2700 km di canali che vanno a scaricare nel Canalbianco. Chiedo la condivisione del progetto a tutte le amministrazioni da parte del territorio coinvolto. Una volta approvata in Giunta Regionale, spero che ciascun comune ratifichi la Convenzione con delibera di Consiglio: cosa che noi faremo sicuramente».
«Sottolineo poi che la raccolta indifferenziata andrebbe a incidere negativamente sui resoconti annuali del nostro comune e su quello di Adria. Per questo- ha aggiunto – Vista la presenza dei consorzi di bonifica al tavolo, ho fatto presente che sarebbe importante recuperare la parte vegetale frutto degli sfalci prima che finisca in acqua mischiandosi con il resto dei rifiuti».
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