Il Comune di Sona propone un questionario per gli anziani fragili
Grazie al finanziamento messo a disposizione da Fondazione Cariverona e all’intermediazione dell’Azienda ULSS9 Scaligera, il Comune di Sona e gli altri comuni aderenti al progetto “Domiciliarità 2.0” avranno a disposizione risorse ulteriori per il potenziamento del servizio di assistenza domiciliare alle persone anziane in condizione di fragilità.
In particolare, il progetto ha come scopo quello di ristabilire la centralità di un servizio, quello di assistenza a domicilio per anziani non autosufficienti, che a fronte delle sempre maggiori e diverse richieste corre il rischio di assumere una posizione troppo marginale all’interno dei servizi socio-sanitari predisposti dal Comune.
Il Comune di Sona ha predisposto un semplice ma importantissimo sondaggio per rilevare i punti di maggiore criticità e stabilire, sulla base dei risultati del sondaggio stesso, idonee ed adeguate strategie d’azione.
Il sondaggio, già sottoposto all’attenzione di osservatori privilegiati quali medici di base, operatori e associazioni appartenenti al settore, è ora aperto a tutti i cittadini del Comune in qualsiasi modo coinvolti in situazioni di gestione e assistenza di anziani non-autosufficienti. Le domande sono dirette ad evidenziare le criticità ad oggi presenti e a raccogliere suggerimenti e proposte su quali azioni si dovrebbero mettere in campo nell’attuazione del progetto “DOMICILIARITÀ 2.0” secondo il punto di vista di chi, queste situazioni, le vive quotidianamente.
Per raggiungere il sondaggio: https://docs.google.com/forms/d/1f3YxCzO7-i86afo2VdX6Xx8tm2xnxBzDeIK-9wDZ3wI/viewform?edit_requested=true
Le dichiarazioni di Monia Cimichella
«Non solo gli studi ma anche il buonsenso ci dicono che le persone anziane stanno meglio nella loro casa e che soddisfarne le esigenze senza sconvolgerne le abitudini è senz’altro la scelta migliore. – afferma l’Assessora ai Servizi Sociali del Comune di Sona Monia Cimichella – Dato che per ora, ma ci stiamo lavorando, le risorse non sono infinite, vogliamo capire meglio quali siano i reali bisogni perché vorremmo creare istituti tagliati su misura. Ne abbiamo anche parlato anche con alcune delle Associazioni del territorio. Perciò ci sarebbero veramente utili le opinioni di chi ha una persona fragile in famiglia o degli anziani stessi».
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