SO AGRO, Concooperative Veneto: «Servono modelli virtuosi»

«Con il cambiamento climatico e un innalzamento delle temperature di 4°, il 56% delle attuali regioni vitivinicole è destinato a sparire, nel 2100 si arriverà all’85%. Questo significa che dovrà cambiare l’approccio alla viticoltura e al modello agricolo. E questo è un problema economico e di sostenibilità». Questo è il messaggio lanciato da Tommy Meduri, cofondatore…

«Con il cambiamento climatico e un innalzamento delle temperature di 4°, il 56% delle attuali regioni vitivinicole è destinato a sparire, nel 2100 si arriverà all’85%. Questo significa che dovrà cambiare l’approccio alla viticoltura e al modello agricolo. E questo è un problema economico e di sostenibilità». Questo è il messaggio lanciato da Tommy Meduri, cofondatore di Rete 231, dal palco di SO AGRO, il nuovo festival dell’Agroalimentare Veneto organizzato da Irecoop e Confcooperative Veneto. «Per le aziende diventa necessario adottare modelli virtuosi in termini di sostenibilità ambientale, aziendale e di economia circolare».

Se la sostenibilità per le aziende sta diventando un imperativo per avere successo sul mercato, per il consumatore sta diventando una scelta consapevole. Lo hanno testimoniato i numerosi casi presentati nella due-giorni di kermesse come Collis Wine Group di Monteforte d’Alpone, una delle realtà più grandi ed importanti cooperative agricole in Italia, Cielo e Terra, la cantina più grande in Europa ad essere certificata Bcorp, Pastificio Sgambaro con il percorso di sostenibilità per la pasta “climate positive”, Amorim Cork Italia, Caviro, Alce Nero, FSC che promuovere la gestione responsabile di foreste e piantagioni.

L’agroindustria ha comunque retto l’impatto della pandemia. «Nel 2020 il settore ha registrato solo un -0,4% sul 2019, che si era chiuso a sua volta con un +4,5% sul 2018 – ha spiegato Gianluca Toschi, ricercatore senior di Fondazione Nordest. – Nell’arco di 11 anni, dal 2008 al 2020, l’export agroindustriale è quasi raddoppiato, crescendo di quasi il 90%, a fronte di un manifatturiero che si è fermato al +18%».

«La cooperazione è resiliente: permette collaborare per uno scopo comune ed è stata ciò che ha permesso la tenuta del settore» ha dichiarato il presidente di Confcooperative Veneto Ugo Campagnaro. Confcooperative Veneto rappresenta 230 cooperative attive nel settore agroalimentare (vino, allevamento, pesca, ortofrutta, cereali, latte e prodotti caseari, carni) con oltre 34.300 soci e quasi 11.500 addetti, per un fatturato di oltre 5 miliardi di euro.

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