Soroptimist International Club di Verona al fianco delle api

Per il Centenario del Soroptimist International le socie del club scaligero donano un’arnia all’Apicoltura Mulini Perduti di Pastrengo. Un contributo al progetto “Oasi delle Api”, service nazionale in memoria delle socie fondatrici che un secolo fa salvarono una foresta di sequoie. Il service è stato presentato il 20 maggio, Giornata Mondiale delle Api, presso Mulini Perduti…

Per il Centenario del Soroptimist International le socie del club scaligero donano un’arnia all’Apicoltura Mulini Perduti di Pastrengo. Un contributo al progetto “Oasi delle Api”, service nazionale in memoria delle socie fondatrici che un secolo fa salvarono una foresta di sequoie.

Il service è stato presentato il 20 maggio, Giornata Mondiale delle Api, presso Mulini Perduti di Daniela Begnini, Ambasciatrice e Donna dei mieli, che in un incontro a cielo aperto ha illustrato l’emergenza api e formato le donatrici sul complesso pianeta degli insetti impollinatori.

Una “casa” per le api, piccole amiche della natura e – in qualità di “responsabili” del 70 per cento della filiera alimentare – preziose alleate della stessa sopravvivenza dell’uomo. Eppure, oggi come non mai, a rischio estinzione. Chi salverà queste creature tanto temute quanto fragili, così indispensabili per l’intero ecosistema?

Nella provincia scaligera, a posare il primo mattone per la salvaguardia dei fedeli imenotteri sono state le socie del Soroptimist International Club di Verona, che nel dare attuazione al progetto “L’Oasi delle Api” creato in occasione del Centenario del Soroptimist International hanno donato un’arnia in grado di ospitare fino a 60mila insetti impollinatori a Daniela Begnini, Ambasciatrice e Donna dei mieli, che nella sua “Apicoltura Mulini Perduti” di Pastrengo, abbracciata da un ridente paesaggio a due passi dal lago, svolge il ruolo di vera e propria «custode delle api».

Un segno di sensibilità al tema molto importante, che dopo un anno di attività online, le professioniste del Soroptimist di Verona hanno potuto manifestare anche di persona, con una visita all’apicoltura tenutasi nella Giornata Mondiale delle Api (20 maggio).

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L’incontro allestito all’ombra di vigneti e varietà floreali sulle incantevoli note dell’Adige, secondo le norme anti Covid, ha offerto «concreta testimonianza di un impegno che sentiamo da sempre, quello della cura dell’ambiente e salvaguardia della biodiversità» ha detto la socia Roberta Girelli aprendo il meeting a cielo aperto in cui si sono alternati momenti di informazione/formazione sul complesso mondo delle api, spazi di condivisione e degustazioni.

«In tutto il mondo i club Soroptimist celebrano il Centenario dell’associazione con un evento a memoria delle socie fondatrici che avevano salvato una foresta di sequoie, quindi con iniziative legate a questioni ambientali. E l’Italia ha optato per il service «Oasi delle Api» ha spiegato la presidente del club di Verona Annamaria Molino, oncologa.

«Un mondo che permette di perdere queste piccole collaboratrici, utili a garantirci – grazie al processo di impollinazione – gran parte della frutta e verdura che finisce sulle nostre tavole, oltre che alla produzione di alimenti altrettanto benefici quali miele e pappa reale, è destinato a povertà e diseguaglianze. Con tale service vogliamo dunque sensibilizzare cittadinanza, istituzioni e giovani generazioni, e aiutare le api a vivere meglio».

Affidandole ad apicoltori come Begnini, ad esempio, che con questa nuova arnia impreziosita dal logo del Soroptimist di Verona, posizionata proprio all’ingresso dell’apiario, ha così dotato la sua “oasi delle api”, un’area incontaminata ricca di “sorgive di nettare”, di una casetta in più dove accogliere nuove popolazioni di api.

Colonie che ogni anno, a causa di cambiamenti climatici, uso intensivo di pesticidi, malattie e parassiti, sono infatti messe a dura prova. «I continui sbalzi di temperatura e le gelate hanno bruciato moltissime fioriture – ha spiegato l’apicoltrice – riducendo la biodiversità e privando i nostri insetti di fonti di sostentamento. Ad oggi, dunque, l’ape mellifera non è in grado di sopravvivere da sola, dev’essere accudita, nutrita e curata da un apicoltore».

Nel frattempo gioverebbe altresì una maggior collaborazione tra apicoltori e agricoltori, ovvero che questi ultimi non trattassero le proprie coltivazioni durante il periodo di fioritura, quando c’è vento e nelle ore di sole (mentre le api vanno a bottinare); e che i possessori di un giardino o di un balcone vi piantassero erbe aromatiche o fiori melliferi.  

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