Quai des Brumes: porto di contaminazioni musicali
Clarinetto, chitarra, contrabbasso: tre soli strumenti per un intreccio culturale unico ed eccezionale. Sono Federico Benedetti, Tolga During e Roberto Bartoli i loro rispettivi musicanti.
«Quai des Brumes è il nome del nostro trio; condividiamo una forte matrice jazzistica seppur fortemente contaminata. Nostra parola chiave è proprio questa, contaminazioni, principalmente europee e mediterranee, quelle stesse che danno luogo alla musica gyspy, le sonorità dei balcani, la canzone francese e la musica classica. Il nostro genere musicale è in virtù di questa ricerca composito e difficilmente definibile. Ci teniamo a far sentire questa commistione di genere e culture differenti, che penso diano il tratto peculiare e caratteristico delle nostre composizioni».
“Porto delle nebbie” traduce il loro nome francese, titolo preso dal romanzo di Pierre Mac Orlan del 1928 riadattato cinematograficamente da Marcel Carné: «parliamo di due opere del cosiddetto fantastico sociale, genere letterario che porta avanti una mitologia urbana, narrante una società di profughi della Parigi del 1930. In quel periodo convergevano una serie di etnie emarginate dalle quali abbiamo tratto le influenze per la realizzazione del primo disco, Chansons boiteuses (canzoni zoppe)».
Nonostante la particolarità del periodo, il 2020 ha riservato per il gruppo la pubblicazione di un ulteriore lavoro, Au Bord De L’eau, disco contenente melodie ispirate alle musiche francesi di fine 800 e primi anni del 900, in grado di restituire particolari sonorità in modo estremamente raffinato. Purtroppo i concerti previsti per il lancio dell’album sono stati sospesi; ma nella speranza che avranno luogo quest’estate potete rimanere aggiornati sulle prossime date al loro sito internet www.quaidesbrumes.it e pagina Facebook. Inoltre, potete ascoltare la loro musica al canale YouTube di Federico Benedetti.
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