Florovivaismo, Girelli: «Un 2021 incoraggiante»
Il comparto florovivaistico ha vissuto un 2020 difficile e tortuoso: la chiusura improvvisa dei punti vendita ha costretto allo smaltimento di ingenti quantità di materiale, unitamente alla sospensione di matrimoni ed eventi. Il 2021 però pare restituire uno spiraglio di speranza, anche grazie a strumenti messi a disposizione del governo. Sono in Veneto sono 1500 le aziende del settore che hanno un fatturato pari a 500 milioni di euro. Ne abbiamo parlato con Gianpaolo Girelli, Presidente dei Florovivaisti Veneti.
«Nel 2020 noi abbiamo avuto delle perdite del 70% a marzo e del 50% ad aprile, dopo questi due mesi c’è stata una ripresa inaspettata, non su tutti i fronti purtroppo, causa la non possibilità degli eventi. Avvantaggiato ad esempio però il mondo casa. La perdita media per l’anno è stata dell’8%, quest’anno invece non siamo ai livelli del 2019 ma siamo anche tra i settori fortunati, essendo comunque aperti» spiega Girelli.
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«Sia per le piante ma anche per gli accessori. La ripresa c’è e noi siamo molto fiduciosi. Una “nuova primavera” c’è anche per il giardinaggio, anche con difficoltà a reperire personale specializzato. C’è proprio riscoperta della casa, dei giardini che porta molto lavoro» prosegue. «A livello agricolo ci sono dei danni causa maltempo, ad esempio per i peschi in fiore. Nella floricoltura si è forse tornati alle primavere di una volta, ora non ci sono più le primavere anomale. Io la vedo in positivo, sarebbe peggio se piovesse, piuttosto che alcune gelate».
«Comunque l’anno per noi è abbastanza positivo, l’unica nota stonata è non potersi vedere, per alcuni corsi per la nostra associazione. Sicuramente per noi è un momento incoraggiante» conclude.
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