Zaia: «Ho proposto dal 15 marzo al 6 aprile un modello simile a Natale»
Il bollettino
Positivi nelle ultime 24 ore +1932, incidenza del 4,19%, 46.146 tamponi effettuati. Ricoverati 1.538, +28, 1369 in area non critica, +29, 169 in area critica, -1. Decessi +29
Passaggio in zona rossa
Siamo a 1,28 quindi siamo sul filo del rasoio. C’è preoccupazione per le varianti, in Veneto per il 70% presenta la variante inglese, mentre quelle sudafricana e brasiliana interessano il centro Italia. La percentuale delle terapie intensive e ricoveri in Veneto al 14% e area non critica al 17%, mentre il livello limite nazionale è del 30% e del 40%, quindi abbiamo tassi di ospedalizzazione ancora buoni. La grande preoccupazione è di ripartire con una curva forte di crescita per cui poi anche gli ospedali vanni in crisi per via dei ricoveri.
Cosa prevede la zona rossa
Chiusi negozi, bar e ristoranti, previsto l’asporto, chiusi i confini comunali e spostamenti all’interno del comune solo se motivati, ci si può spostare per lavoro, salute ed estrema necessità. Chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado.
Vaccini
Johnson&Johnson ha avuto l’ok di Ema, oggi riceverà l’ok dell’Aifa quindi potremo dare una bella spinta coi vaccini.
Zaia al Governo
Ho detto durante la riunione con il Governo che non c’è più il clima di marzo, dobbiamo capire che i cittadini sono stremati da un anno di restrizioni, di problemi economici, ricordo che il Veneto ha perso 60mila posti di lavoro. Ho chiesto che ai cittadini si faccia una comunicazione istituzionale che dia una prospettiva, che indichi dove si inizia e dove si finisce. Nessuno ha la sfera della verità, ma dobbiamo avere una prospettiva di programmazione. Il periodo considerato è 15 marzo e 6 aprile: la nostra proposta è che venga seguito un modello simile a Natale, con zona rossa nei weekend, a Pasqua e a Pasquetta e negli altri giorni che tutta l’Italia sia in zona arancione. Laddove si dispone la zona rossa e la chiusura di tutte le scuole bisogna assicurare una serie di misure di sostegno per lavoratori e famiglie. Possibilità di introdurre uno speaker ufficiale delle istituzioni che rappresenti la comunità scientifica.
Vaccini aziendali
Abbiamo preparato il protocollo per le vaccinazioni aziendali. Nel testo si legge: «A partire dalla disponibilità del datore di lavoro, il modello prevede la somministrazione del vaccino in ambiente di lavoro a cura del Medico Competente, a sua volta resosi disponibile, a favore dei cittadini-lavoratori che volontariamente aderiscono all’offerta. Questo modello di estensione della campagna vaccinale consente di capitalizzare, a vantaggio di sanità pubblica, la disponibilità delle aziende e dei Medici Competenti liberamente aderenti individuando ulteriori punti di vaccinazione territoriali e facilitando l’accesso alla vaccinazione ai cittadini».
«L’iniziativa verrà attuata progressivamente, in funzione della disponibilità di vaccini. Nella prima fase, finalizzata anche all’ottimizzazione delle modalità organizzative, costituiscono presupposti imprescindibili alla realizzazione del progetto:
- la disponibilità del Datore di Lavoro;
- la disponibilità del Medico Competente;
- l’adesione volontaria del Lavoratore alla campagna di vaccinazione effettuata in ambito aziendale;
- la disponibilità di vaccini forniti dal Servizio Sanitario Regionale per il tramite dell’Azienda U.L.S.S.
di riferimento; - la sussistenza delle condizioni di sicurezza per la somministrazione di vaccini.
«L’attività di vaccinazione dei lavoratori delle attività economiche e produttive potrà essere effettuata con la collaborazione dei rispettivi Medici Competenti, avvalendosi eventualmente di idoneo personale messo a disposizione da parte di strutture sanitarie (pubbliche e/o private). Si precisa che la vaccinazione in ambito aziendale, anche se affidata al Medico Competente, rappresenta una iniziativa di sanità pubblica, preposta alla tutela della salute del singolo e della collettività, e non un’attività finalizzata strettamente alla prevenzione nei luoghi di lavoro. Pertanto la responsabilità generale e la supervisione dell’intero processo rimane in capo all’Azienda U.L.S.S. di riferimento».
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