Acli veronesi, Sandrini entra nel consiglio nazionale
Italo Sandrini, Presidente Acli provinciali di Verona affiancherà il Presidente Emiliano Manfredonia nella gestione delle Acli nazionali: «Le Acli provinciali di Verona – afferma Sandrini – hanno sostenuto con forza l’elezione di Manfredonia, appoggio basato sulla condivisione del programma del neo presidente che pone al centro il dialogo e l’ascolto, l’uso della parola “buona” che mira a curare, ad accompagnare e che apre le porte alla riconciliazione. È stato un lavoro di squadra, che ha impegnato tutti, quello che ha portato all’elezione di Manfredonia, persona preparata che ragiona sull’unione e il lavoro in team» continua Sandrini.
Questo traguardo non è solo una soddisfazione per l’esito dell’elezione di Manfredonia, ma anche personale per il Presidente delle Acli provinciali di Verona, eletto nel consiglio nazionale con con 193.550 voti, terzo per numero voti. Inoltre premia il lavoro collegiale che l’intero “sistema Acli” sta svolgendo sul territorio. L’impegno di Sandrini nel tessuto sociale di Verona e provincia lo ha portato ad affiancare il Presidente Manfredonia nella sua opera di trasformazione e riacquisizione di un ruolo fondamentale anche nel panorama politico nazionale delle Acli.
Fra i progetti condotti dalle Acli provinciali di Verona uno dei più importanti, soprattutto in questo periodo di emergenza, é “Nessuno Escluso“, progetto che affianca gli studenti meno fortunati nei quartieri sensibili di Verona con laboratori gratuiti e servizio di doposcuola. Fiore all’occhiello è anche il progetto R.e.b.u.s. che si occupa di ridistribuire le eccedenze quali beni invenduti quali cibo, farmaci, abbigliamento, e di donarli alle diverse associazioni veronesi che si occupano di assistere le famiglie in difficoltà con lo scopo di contenere lo spreco traducendolo in risorsa. Cifre alla mano, R.e.b.u.s. ha recuperato 1.050.308 kg di cibo e Nessuno Escluso ha aiutato 94 bambini nel dopo scuola.
Da parte sua, Manfredonia comincia già a muovere i primi passi verso il Governo Draghi: si assiste, quindi, a un’importante svolta che vedrà la richiesta, con le Acli in prima linea, alle istituzioni di dare più centralità alle realtà che si occupano del sociale.
«Nel sistema dei partiti – afferma Manfredonia – si è andato imponendo un eccessivo personalismo, leaderismo, spesso infarcito di populismo. Anche noi non siamo avulsi da questo pericolo e come Acli dovremo provare ad aprire, con altre organizzazioni sociali, un tavolo di confronto con il governo che ci consegni un nuovo protagonismo».
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