Papà del Gnoco: «Vi spiego cosa rappresento»
Oggi la Redazione approfondisce il Bacanal del Gnoco: quest’anno la tradizione sfilata dei carri per il centro di Verona è prevista per il 7 maggio. A parlarci di questa festa tanto attesa è proprio il Papa del Gnoco, Gianni Benini, insieme a Valerio Corradi, presidente del Comitato.
«Mi chiamo Gianni Benini, ma voglio precisare che sono in primis, in questi panni, un Papà del Gnoco, per tutti i veronesi. Essere il sire del Carnevale è un’emozione grandissima, specialmente per uno che è nato a San Zeno e lì vi ci abita ancora. Prima di essere il Papà del Gnoco ho impersonato anche le maschere “inferiori”: è da una vita che faccio parte del Bacanal».
Il Papà del Gnoco ha anche descritto le caratteristiche che contraddistinguono il suo costume: «I tratti distintivi sono il cappello, che è la riproduzione in miniatura del baldacchino che allestivano in piazza San Zeno fino al 1800 dove andavano a mangiare sia le personalità più illustri di Verona sia i poveri, ma anche lo scettro e la figura dello gnocco dietro la schiena, che molti scambiano per una maniglia, in realtà è la forma più antica del gnocco, quando non venivano ancora utilizzate le patate ma solo acqua e farina. La barba, realizzata con veri peli di animale, è il simbolo dell’anzianità e della saggezza del Papa del Gnoco».
«Purtroppo l’emergenza sanitaria ha imposto delle regole ferree e ci siamo visti costretti a far slittare il carnevale. Ma noi rispettiamo le direttive del Governo naturalmente, quindi ci auguriamo di poter festeggiare a maggio in ottemperanza di tutte le misure necessarie».
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