Veneto “rosso scuro”? No, pericolo scampato
Il Veneto, insieme a Friuli-Venezia Giulia, Emilia Romagna e provincia autonoma di Bolzano, è stato considerato da alcuni giornali italiani fra le aree italiane in rosso scuro nella mappa dei contagi da Covid-19 aggiornata al 28 gennaio e pubblicata dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), un’agenzia dell’Unione Europea.
In realtà, come mostrato sul sito dell’Ecdc, solo Friuli-Venezia Giulia e Alto Adige sono “rosso scuro”. La mappa è stata poi corretta dall’agenzia dell’Unione Europea: Veneto ed Emilia Romagna sono “rosse”.
La mappa e i suoi colori rispecchiano le eventuali restrizioni sui viaggi nell’Unione Europea.
Questa classificazione è indipendente rispetto a quella del Governo nazionale. Il Veneto infatti, per quanto riguarda il criterio nazionale, che si basa su altri dati, sembra essere avviato verso la “zona gialla”.
I colori per il Covid in questa classificazione sono cinque: verde, arancione, rosso e grigio (che indica assenza di sufficienti dati), a cui si è aggiunto il rosso scuro.
AGGIORNAMENTO
Sulla pagina già citata dell’Ecdc le mappe, le distribuzioni del colore e anche il file disponibile dei dati grezzi sono cambiati più volte nel corso della giornata. Non certo un segnale di chiarezza.
La classificazione per colore sulla mappa “Combined indicator: 14-day notification rate, testing rate and test positivity, updated 28 January 2021” (indicatore complesso di diffusione del contagio), relativa ai test degli ultimi 14 giorni, ha visto sparire il livello “rosso scuro”. Livello che per ora rimane sulla mappa “14-day case notification rate per 100 000 inhabitants, updated 28 January 2021” (casi per 100mila abitanti).
La mappa riportata in copertina a questo articolo non è più disponibile sul sito Ecdc, ulteriormente modificata.
Il commento di Zaia
Il presidente Luca Zaia, dopo la prima notizia di un Veneto “rosso scuro”, aveva detto: «A questa Ecdc vorrei chiedere come mai in Europa non c’è ancora una modalità unica per fare e conteggiare i campionamenti al fine di rilevare la reale diffusione del virus. Questo è scandaloso».
«Con questa improvvida pubblicazione – aveva aggiunto Zaia – questi signori non hanno certo ottenuto il risultato di contrastare il Covid, ma quello di ammazzare un’economia come quella veneta totalmente globalizzata, come quella della Regione più turistica d’Italia, nella quale vengono da tutto il mondo il 66% dei 70 milioni di turisti che ogni anno scelgono il Veneto. Solo questo costituisce un danno gravissimo per il quale andremo fino in fondo per tutelarci al meglio».
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