Infortunati Covid, il triste primato di Verona

Verona non solo ha il triste primato di morti sul lavoro in Veneto (14 ad ottobre) ma è in vetta anche nella classifica degli infortunati Covid (negli ultimi trenta giorni siamo a 220, pari al 27,2% delle denunce presentate, dopo di noi Venezia con 170). I dati che emergono dalla "contabilità Inail” pongono ancora una…

Verona non solo ha il triste primato di morti sul lavoro in Veneto (14 ad ottobre) ma è in vetta anche nella classifica degli infortunati Covid (negli ultimi trenta giorni siamo a 220, pari al 27,2% delle denunce presentate, dopo di noi Venezia con 170). I dati che emergono dalla “contabilità Inail” pongono ancora una volta il nostro territorio al centro di un dato allarmante. Le persone che lavorano, soprattutto donne (71%) e impiegate nelle professioni sanitarie o di assistenza alla persona (quasi 80% delle denunce Inail) vengono colpite dal contagio. 

«È inammissibile che gli eroi di ieri vengano sottoposti ad un trattamento tale. A distanza di mesi, strutture sanitarie e RSA sembrano ancora ben lontane dall’aver messo in sicurezza coloro che assicurano la vita e l’assistenza dei nostri cari. Non solo: riscontriamo che molto spesso le persone che si rivolgono al nostro patronato Inas dichiarano che sono state indotte a dichiarare malattia per non incorrere in ritorsioni dalle proprie strutture aziendali che altrimenti sarebbero sottoposte a verifiche dagli organi competenti. È inammissibile che ancora nel 2020 il rispetto per la vita e salute sia a questo livello. Soprattutto con il Covid-19; sappiamo dai primi dati scientifici che molto probabilmente in alcuni soggetti la patologia procurerà dei danni permanenti. Dichiarare l’infortunio significa poter chiedere il riconoscimento di tali danni con il relativo indennizzo economico. Quello che non accade in caso del riconoscimento dell’istituto della malattia. Facciamo un appello a tutte le lavoratrici e lavoratori a rivolgersi al nostro Patronato per ottenere la giusta tutela. La vita prima di tutto!», afferma l’Inail.

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