“Anno bianco” per autonomi e professionisti. Esulta la Lega
«Stop al pagamento dei contributi previdenziali per le partite Iva: l’ok unanime alla proposta della Lega in Commissione Bilancio alla Camera consentirà di stanziare un miliardo per gli autonomi e segna un passaggio fondamentale nel sostegno a categorie fino ad oggi quasi dimenticate dal governo, parliamo anche di migliaia di lavoratori veneti che hanno subito pesantemente l’impatto di blocchi, chiusure, restrizioni». Queste le parole del deputato Lorenzo Fontana, segretario della Liga Veneta e vicesegretario federale della Lega dopo che – ieri in serata – in commissione Bilancio alla Camera è stato votato all’unanimità l’emendamento (a prima firma Lega) alla legge di Bilancio che sgrava le partite Iva dai contributi fissi per tutto il 2021.

«Da tempo stiamo portando avanti la proposta dell”anno bianco’ per autonomi e professionisti, proposta su cui siamo riusciti a far convergere tutte le forze politiche. Quello che si è compiuto alla Camera è un primo passo importante che speriamo possa aprire il fronte a una maggiore attenzione e sensibilità, che chiediamo a governo e maggioranza, verso lavoratori come artigiani, commercianti e professionisti. – prosegue l’ex ministro – Di fronte alla crisi in atto o si investe sul lavoro o l’emergenza sanitaria lascerà sempre più il campo all’emergenza economica. E investire sul lavoro vuol dire anche sgravare imprese e lavoratori da un’imposizione fiscale ancor più insostenibile, e assurda (viste le perdite economiche registrate), in un periodo di crisi come quello attuale».

La Lega chiede anche l’abolizione del reddito di cittadinanza. E’ di qualche giorno fa la nota di un altro deputato veronese, Paolo Paternoster, il quale aveva annunciato grande battaglia sempre nella in Commissione bilancio della Camera dei Deputati, per abrogare l’articolo 68 della legge finanziaria che vuole finanziare nuovamente il reddito di cittadinanza.
«Questa misura, a suo tempo voluta fortemente dai 5 Stelle e votata anche dalla Lega quando eravamo assieme al governo, era stata concepita come volano per la creazione di nuovi posti di lavoro. In base a questo presupposto la Lega lo aveva condiviso, accettato e votato. A distanza di un anno e mezzo si è rivelata, invece, una misura puramente assistenziale. Restare sul divano dalla mattina alla sera percependo il reddito di cittadinanza è una situazione paradossale, immorale e sbagliata a cui bisogna mettere fine».
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