Si finge interessato ad acquistare una Maserati e ruba al venditore 10mila euro

I fatti si sono svolti a Castelnuovo del Garda lo scorso mese di settembre, all’interno di un appartamento dove la vittima si era recata per avviare le operazioni preliminari relative alla vendita di un’auto e ricevere contestualmente una caparra. Qualche mese prima, infatti, aveva pubblicato sul sito internet “Autoscout” l’annuncio con il quale metteva in…

I fatti si sono svolti a Castelnuovo del Garda lo scorso mese di settembre, all’interno di un appartamento dove la vittima si era recata per avviare le operazioni preliminari relative alla vendita di un’auto e ricevere contestualmente una caparra. Qualche mese prima, infatti, aveva pubblicato sul sito internet “Autoscout” l’annuncio con il quale metteva in vendita la sua autovettura, una lussuosa Maserati, al quale rispondevano diverse persone e, tra queste, una particolarmente interessata che lo ha contattato telefonicamente chiedendogli di vedere l’autovettura, concordando poi di incontrarsi il giorno successivo a Castelnuovo del Garda.

All’appuntamento, accompagnato da un ragazzo che presentava come suo figlio, il presunto acquirente ha guardato il veicolo mostrandosi molto interessato. Nell’occasione, probabilmente per impressionare positivamente la vittima, ha fatto credere di avere origini russe e di trovarsi in Italia in quanto proprietario di alcune ville e sale slot.

Nella circostanza, i due hanno stabilito un nuovo incontro per il giorno successivo sempre a Castelnuovo, questa volta presso l’abitazione dell’acquirente, per dare avvio alla compravendita, stabilendo il prezzo a 37mila euro. Sul pagamento, l’acquirente ha detto che avrebbe preferito suddividere la cifra e possibilmente pagare con denaro contante; il venditore, tuttavia, precisava che al massimo avrebbe potuto ricevere soltanto un anticipo in contanti ma la restante cifra sarebbe dovuta essere versata esclusivamente mediante assegno circolare.

I due hanno, quindi, concordato una caparra da 17mila euro in contanti e i restanti 20mila con assegno circolare, al momento del passaggio. Sempre nella stessa circostanza, essendo a suo dire proprietario di una sala slot, l’acquirente ha detto di avere la necessità di cambiare delle banconote di piccolo taglio pari a 10mila euro, proponendo all’ignaro imprenditore l’operazione di cambio per il giorno successivo in occasione dell’incontro concordato. Quest’ultimo, probabilmente, rassicurato anche dal vivo interesse mostrato dall’uomo nel voler concludere l’acquisto dell’auto, accettava di soddisfare la cortesia richiestagli.

L’imprenditore, come concordato, il giorno successivo si è recato presso l’abitazione dell’acquirente dove veniva ricevuto da quest’ultimo insieme ad un ragazzo e ad una donna; a quel punto l’acquirente ha chiesto al venditore se avesse portato con sé anche il denaro da cambiare. La vittima, istintivamente, lo estraeva dalla valigetta e lo appoggiava su un tavolo davanti a sé ma, quasi in una frazione di secondo, mentre rispondeva alla donna che continuava a chiedergli se volesse del caffè o dell’acqua, si accorgeva con la coda dell’occhio che l’uomo, dopo aver afferrato il denaro, fulmineamente si dirigeva verso la porta dell’appartamento allontanandosi dal luogo.

Allarmato da questo comportamento, l’imprenditore ha chiesto chiarimenti alla donna e al ragazzo rimasti in casa, i quali tentavano di rassicurarlo spiegandogli che il loro congiunto si era allontanato per andare a prendere i contanti che gli avrebbe poi consegnato come caparra per l’acquisto dell’auto.

Di lì a poco il ragazzo ha ricevuto una telefonata da parte di suo padre con la quale gli diceva di informare l’imprenditore di aver avuto un imprevisto e che quest’ultimo lo avrebbe dovuto raggiungere in un noto centro commerciale della zona per riscuotere la somma pattuita come caparra. La vittima, tuttavia, avendo compreso di essere stato derubato, ha deciso di chiamare i Carabinieri attendendoli nei pressi dell’abitazione. I militari, raggiunto il luogo e ragguagliati su cose fosse accaduto, sono stati accolti in casa dalla donna e dal ragazzo che hanno sin da subito negato di aver mai visto prima la vittima.
Il derubato, appena allontanatosi dal luogo insieme ai militari, è stato contattato più volte raggiunto telefonicamente dal finto acquirente per chiedergli di non andare via in quanto stava per tornare per consegnargli i soldi della caparra, attesa che tuttavia si è rivelata vana, dal momento che l’uomo, nonostante fosse ormai sera tardi, non era più tornato a casa.

I Carabinieri della Stazione di Peschiera del Garda, una volta ricevuta la denuncia, hanno avviato una serie di accertamenti che consentivano di identificare senza ombra di dubbio in B.M. l’autore del furto di denaro e ricostruire il ruolo della donna che aveva preso parte al piano criminale, nonché quello del ragazzo, un minore di 16 anni, la cui condotta veniva denunciata alla Procura della Repubblica dei Minori di Venezia.

Le investigazioni condotte dai militari hanno permesso di dimostrare che costoro erano costantemente dediti alla commissione di reati di questo genere, come se fosse un vero e proprio lavoro, in quanto gli stessi non avevano mai svolto alcuna attività lavorativa, peraltro, B.M., soltanto tre giorni prima di portare a termine il colpo, si trovava agli arresti domiciliari. I gravi indizi di colpevolezza raccolti dai militari consentivano, quindi, l’emissione del provvedimento cautelare a carico di B.M. che, una volta tratto in arresto, è stato trasportato nel carcere di Montorio.

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