Cerris e Marzana, aumentano le rette: le famiglie protestano

Non ci stanno le famiglie degli ospiti di due strutture veronesi dedicate alle persone disabili, il Cerris sulle Torricelle e il polo di Marzana. A giugno l'Ulss 9 Scaligera ha comunicato l'aumento delle rette di degenza a carico delle famiglie, a partire dal 1 gennaio 2020, sino ad un massimo di 63 euro al giorno.…

Non ci stanno le famiglie degli ospiti di due strutture veronesi dedicate alle persone disabili, il Cerris sulle Torricelle e il polo di Marzana. A giugno l’Ulss 9 Scaligera ha comunicato l’aumento delle rette di degenza a carico delle famiglie, a partire dal 1 gennaio 2020, sino ad un massimo di 63 euro al giorno.

«Tale aumento, calcolato sulla base dell’Isee, potrebbe gravare su ciascuna famiglia per circa 20 euro al giorno per gli ospiti di Marzana e 10 per quelli del Cerris. Tale decisione non parrebbe giustificata da un aumento improvviso dei costi o da qualche altro fattore di aumento improvviso del fabbisogno economico» fanno sapere i presidenti dei Comitati Familiari del Cerris e di Marzana, Alessandro Carrarini e Mirco Ghirlanda, in rappresentanza dei familiari delle strutture.

«Ci dissociamo da questa decisione della direzione dell’Ulss ed esprimiamo tutta la nostra contrarietà ad essa, per essere gravosa, sbagliata ed intempestiva. Pensiamo che detta decisione non tenga conto di alcune peculiarità delle strutture interessate» aggiungono.

«A Marzana sono ospitate persone provenienti dagli ex Ospedali Psichiatrici, le quali, dopo aver patito per anni l’assenza di strutture idonee, dopo aver subito gravi disagi legati al fatto dell’essere stati inseriti, per anni, in strutture inadatte alla loro presa in carico (e questo era il motivo per cui le istituzioni avevano deciso, inizialmente, di non far pagare le rette e poi di farle pagare in misura ridotta), si vedono depauperare dei loro risparmi e risorse finanziarie» continuano Carrarini e Ghirlanda.

Cerris
Cerris

«Al Cerris sono ospitati ragazzi e persone i cui familiari hanno fatto, e stanno facendo, innumerevoli sforzi per poter accumulare qualche risorsa finanziaria al fine di garantire un’autonomia economica ai lori cari per garantire un “Dopo di Noi” che viene, con questa decisione, definitivamente affossato. Viene inflitto un “colpo mortale” a questa forma di “previdenza” in vista delle necessità presenti e future, posta in essere da molte famiglie di disabili. Con la nuova decisione più la famiglia risparmia a favore del proprio caro disabile, più aumenterà la retta a favore dell’Ulss, azzerando la somma accantonata. Questo disincentiverà le famiglie a fare sforzi per accumulare qualche risparmio da lasciare al proprio caro».

«La retta richiesta dall’Ulss, inoltre, copre esclusivamente i servizi di cui al contratto di appalto e ne restano escluse altre spese quali l’abbigliamento, la cura della persona, le medicine specifiche, il materiale ortopedico, i costi di assistenza per eventuale degenza ospedaliera, i costi di trasferimenti, di eventuali vacanze, ecc» sottolineano. «Il rischio è che le persone fragili e le loro famiglie paghino profumatamente un servizio che lo stato dovrebbe fornire senza appropriarsi di tutti i loro averi».

«Dobbiamo constatare amaramente che si sta privatizzando il sistema dell’assistenza e, in conseguenza di ciò, le rette tendono a salire con il rischio concreto che diventino esorbitanti e senza controllo alcuno» hanno commentato i rappresentanti del Comitato dei Familiari Uoc-Rsa.

«Come rappresentanti dei familiari chiediamo ai politici, che verranno eletti in Regione il prossimo 20 e 21 settembre, di prevedere che ad ogni singolo ospite sia riconosciuta una somma di almeno 500 euro al mese per le spese extra retta. Un’altra richiesta è che vengano creati dei precisi meccanismi di controllo del funzionamento del servizio e della spesa prevedendo, tra l’altro, che i comitati dei familiari, attualmente organi consultivi per le Strutture, diventino parte del processo di controllo anche con l’attivazione di un tavolo tecnico e il conferimento di reali poteri di controllo dei loro rappresentanti. Oramai le famiglie devono poter confrontarsi con le Ulss e con le strutture al fine di poter monitorare l’andamento della gestione per migliorare l’attività all’interno della struttura e tutto ciò per il benessere degli ospiti».

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