+Veneto in Europa, ecco i candidati alle prossime regionali
Presentata ieri al Liston 12 di piazza Bra la lista +Veneto in Europa, formata da +Europa Veneto e Volt, che alle prossime elezioni regionali del 20 e 21 settembre sosterranno il candidato presidente del Pd, Arturo Lorenzoni.
«Abbiamo deciso di puntare su un patto generazionale perchè per quanto se ne dica, le generazioni più mature hanno lasciato un’Italia che ha la minima crescita e il massimo del debito pubblico. Questo soldi, al di là di tutti gli aiuti, peseranno sulle generazioni del futuro. – ha spiegato Anna Lisa Nalin, Portavoce +Europa Veneto – Per questo noi più maturi dobbiamo saper cogliere l’occasione di un patto con i giovani che abiteranno questo pianeta nel futuro. Il nostro è un disegno studiato per poter portare nel Veneto la voce di chi non ha la voce, a partire dai ragazzi giovani, a quei ceti non rappresentati dai populisti. Noi iniziamo con il Veneto, siamo effervescenti e coraggiosi e i nostri argomenti sono: Innovazione, digitalizzazione, ambiente coniugato con economia sostenibile, diritti civili e non solo quota rosa. Sosteniamo Arturo Lorenzoni, unica possibilità per esprimere una voce coerente».
A parlare è stato poi il coordinatore di +Europa Verona, Giorgio Pasetto: «Viviamo una sorta di semi autoritarismo perchè sembra che queste elezioni regionali siano soltanto la legittimazione di Zaia. I sondaggi lo danno sopra il 70%. Addirittura volevano andare a votare a luglio, ma già a settembre è difficoltoso fare campagna elettorale. Mi auguro che i cittadini in questi giorni che mancano facciano qualche riflessione, sul Veneto, su Verona e una sul referendum. Non è togliendo rappresentanza democratica che miglioriamo la politica. Per quanto riguarda Verona amministrata da una destra che l’ha portata al passato, perchè sui diritti civili a Verona siamo modello medioevo. Il mio appello è molto semplice: volete continuare con questa direzione, ne prendiamo atto, ma c’è la possibilità di cambiare e guardare a quei partiti che guardano ai giovani, che credono negli anziani che non si deve sentire messo nell’angolino, gli anziani sono portatori di esperienza. L’idea della lega è lo statalismo in piccolo, invece noi dobbiamo avere un’idea di apertura. Venezia era sul mare e guardava il mondo».
E sulla sanità: «Prima del Covid il modello era la sanità lombarda, il Veneto fortunatamente era un po’ in ritardo e quindi il Covid qui ha fatto meno disastri che in Lombardia. In questi 10 anni la sanità pubblica si è depauperata. – ha concluso Pasetto – I casi più difficili vengono lasciati al pubblico, le cose più facili al privato. Spero che il Covid abbia aperto gli occhi a tutti: dobbiamo continuare a investire sul pubblico metterlo in concorrenza con il privato convenzionato».
«Siamo un partito panaeuropeo – ha spiegato Davide Zurlo, Coordinatore Volt Veneto – +Europa e Volt possono portare tutte le buone pratiche nella nostra terra veneta. Il 27% degli italiani è a rischio esclusione sociale. Abbiamo una responsabilità. Abbiamo da fare molto e poco tempo. Si parla molto poco di futuro, manca una visione politica rivolta al futuro. C’è un vento di cambiamento in tutto il mondo, la storia accelera e noi rischiamo di restare indietro».
«Come gesto simbolico tolgo anche io la stelletta di Volt. – ha detto Luisa Maria Nastase, di Volt Italia – Sono europea, sono Rumena, sono Italiana, sono Veneta. Ho acquisito la cittadinanza italiana lunedì scorso e mi sono candidata perchè credo nell’impegno politico. I giovani devono impegnarsi e fare qualcosa per migliorare questa società. Quello che vorrei fare, è portare avanti una politica concreta, vicina ai cittadini. Portare aventi dei progetti a lungo termine, progetti che mirino alle future generazioni ma anche al presente».
Presente anche la candidata Barbara Sorgato, di +Europa Veneto: «Sono un avvocato. La mia professione è la difesa dei diritti umani e civili. La giustizia in Italia sconta dei tempi lunghissimi. È una giustizia che ha ricadute in termini di economia, anche sulle regioni, che hanno bisogno di essere attrattive per il mercato internazionale Vorrei portare avanti l’idea della Corte d’Appello a Verona, che dovrebbe trovare appoggio da parte della Regione, solo così sarebbe realizzabile. Potrebbe rendere più efficiente la giustizia della Corte d’appello di Venezia».
«Quando si dice prima i veneti: quali? – ha chiesto Francesco Fasoli di Volt – Nascono tutti stranieri, chi sono i veneti di domani? Sono stranieri che decidono di vivere qui perchè qui si sta decisamente meglio di altri paesi del mondo. Dobbiamo essere orgogliosi ma siamo anche fortunati di essere veneti. Quello che noi vogliamo è un Veneto inclusivo, dove chi arriva lavora e deve poter accedere alla scala sociale. Sarà una campagna elettorale difficile, ma bella, perchè ci hanno insegnato in questi anni ad andare a votare con la pancia. Con la pancia non si fa nulla. Si può venere a livello nazionale, regionale e comunale. Dobbiamo parlare alla gente usando la testa, non la pancia.
Questo Veneto, fatto di bravissimi imprenditori, deve essere portato in Europa».
«Ho scelto di candidarmi per questa lista, perchè sono un attivista di +Europa. – ha detto Stefano Sartori, di +Europa Veneto – La regione ha facoltà di investire in istruzione, formazione in università e in ricerca. Io mi candido perchè vorrei sensibilizzare i giovani su questi temi. Se non investiamo oggi in ricerca ci troveremo una società senza futuro. Tutti qui siamo consapevoli che una società che non considera i giovani come potenzialità è una società finita e fine a se stessa. Per un futuro più fiorito, +Veneto in Europa è la lista giusta».
A chiudere il cerchio degli interventi è stato Davide Cremoni, di Volt: «Sono veronese, sono europeo e l’unica cosa che dobbiamo chiederci è che Veneto vogliamo? Stiamo parlando di un Veneto europeo, capace di competere con le altre regioni d’Europa capace di attrarre quegli imprenditori di cui il Veneto ha bisogno. Ho 21 anni faccio parte di quella generazione che sta lottando per ottenere il proprio spazio nella politica. La nostra generazione non resterà a guardare, perchè senza giovani non c’è speranza. Abbiate coraggio di credere in noi, abbiate il coraggio di credere nel futuro».
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