Dall’Arena a Castelvecchio, la città attraverso il virtual tour

L’associazione “Museo della Radio” dall’inizio 2020 ha concretizzato un progetto di propria ideazione ed approvato all’amministrazione comunale di Verona, mirato a riqualificare il sito di Porta Vescovo, così chiamato dalla gabella che un tempo veniva riscossa in nome del prelato. Si presenta oggi con splendida impostazione rinascimentale ad est e in stile asburgico verso la città, ma…

L’associazione “Museo della Radio” dall’inizio 2020 ha concretizzato un progetto di propria ideazione ed approvato all’amministrazione comunale di Verona, mirato a riqualificare il sito di Porta Vescovo, così chiamato dalla gabella che un tempo veniva riscossa in nome del prelato. Si presenta oggi con splendida impostazione rinascimentale ad est e in stile asburgico verso la città, ma fino all’inizio dell’anno corrente versava in uno stato di trascuratezza che non rendeva merito al suo titolo Unesco e a tutto il quartiere storico in cui sorge, la pittoresca Veronetta.

Il 30 novembre 2000, infatti, la XXIV assemblea plenaria del World Heritage Committee (W.H.C.)  ha iscritto Verona nella World Heritage List ( W.H.L). È precisamente il centro storico ad essere stato inserito nella lista del Patrimonio Mondiale Unesco: i limiti dell’area sono definiti dalle mura magistrali, a cui appartiene Porta Vescovo, innalzata sotto la Repubblica Veneta nel 1520, sulla preesistente cinta scaligera di fine Duecento.

L’intento di Museo della Radio è stato quindi restituire dignità e fruizione pubblica al luogo, con bonifica e pulizia esterna ed interna per allontanare accampamenti temporanei e riavvicinare cittadini e turisti, manutenzione della struttura artistica, illuminazione adeguata per garantirne la sicurezza e sottolinearne le linee architettoniche, rinnovamento interno ed esterno, mantenimento e conservazione, messa in sicurezza, allestimento museale e apertura della location ad incontri di cultura ed intrattenimento (attività raccolte sotto il l’hashtag #VR900).Storia, iniziative culturali e sociali, riqualifica ambientale, tecnologia 3d applicata: ecco come si concretizza un progetto multidisciplinare.

L’amministrazione comunale di Verona, accettato il progetto, ha dunque assegnato Porta Vescovo al “Museo della Radio” – esistente a Verona dal 1999 e prima allestito in altro loco, con una media di oltre 10.000 visitatori all’anno – come sede per ospitare parte della collezione, unica al mondo. Nel 2022 i pezzi più rappresentativi saranno collocati in Porta Nuova, parte della medesima cinta muraria, ma all’opposto della città, rispetto a Porta Vescovo, mentre in quest’ultima si mira a mantenere l’attuale esposizione permanente, con filo conduttore la comunicazione a Verona, “VR900”.

La collezione integrale ha un valore inestimabile e ha il suo oggetto di punta nell’antenna wireless da cui Guglielmo Marconi, dal panfilo Elettra nel porto di Genova, il 26 marzo 1930 lanciò il segnale che accese le luci a Sydney. Centinaia di altri cimeli raccontano la storia della radio e dei mezzi di comunicazione, dalla straordinaria invenzione del wireless ad opera di Marconi, alle sue applicazioni.

In Porta Vescovo si possono ammirare una macchina da stampa Intertype C4 utilizzata dal primo dopoguerra negli stabilimenti Mondadori di via S. Nazaro, ove si stampava anche il quotidiano “L’Arena”, una macchina cinematografica Fedi, risalente agli anni ’50 e proveniente dal cinema Smeraldo di via XX Settembre; accanto ad essa è collocata una curiosa bici, potenziata per il recupero giornaliero in stazione ferroviaria delle pellicole provenienti da Cinecittà Roma. Poi un ripetitore Rai degli anni Cinquanta, originariamente posizionato su Castel San Pietro, per dare supporto maggiore alle trasmissioni radiofoniche; nell’allestimento, è posizionato presso il corner dedicato al giornalista ed attore Roberto Puliero, grammofoni, dischi e cimeli teatrali, a ripercorrere la storia della lirica a Verona. Contestualmente, collegano con l’attualità i quadri dell’artista Barry G.

Le iniziative

All’esposizione permanente si affiancano da mesi – compatibilmente con le normative vigenti legate all’emergenza epidemiologica –  rassegne di approfondimento musicale dedicate alla lirica ed iniziative che hanno visto virtualmente in scena la nota band Nuovi Cedrini, il presidente dell’associazione “Italia – Stati Uniti d’America sede di Verona” Riccardo Giumelli, the Sunshine dj’s, la cabarettista Laura Magni, gli artisti dell’etichetta discografica Vrec.

Un dinamico cartellone di proposte, #VR900, per ridare visibilità e tutela ad un sito di Verona poco noto ai più, ma non meno affascinante degli altri che ne hanno fatto una delle mete turistiche più frequentate a livello mondiale. Proprio su questa importanza il Comune di Verona ha deciso di indire un’indagine di mercato per affidare l’incarico di studiare la sistemazione dell’intersezione viaria di Porta Vescovo: un progetto che fluidificherà il traffico in entrata ed uscita dal centro e, conseguentemente, l’accessibilità del quartiere.

Lo scorso 1 luglio in Porta Vescovo è stato pubblicamente presentato dall’assessore allo Sport e tempo libero, Manifestazioni, Edilizia sportiva del Comune di Verona, Filippo Rando, e da Francesco Chiàntera, presidente dell’associazione Museo della Radio, il progetto per digitalizzare e fruire anche virtualmente dei monumenti veronesi più significativi, in collaborazione con Verona Film Commission.

Il digital project, nel contesto più ampio del progetto #VR900, è stato ideato e curato dallo studio creativo Antracite di Damiano Ruzzarin e Vanni Sartori ed è stato applicato in primis a Porta Vescovo, per ovviare alla situazione di emergenza e limitazione Covid. Successivamente all’amministrazione comunale è stato proposto in estensione, con l’intento di valorizzare tutto il territorio cittadino, per scoprire o riscoprire luoghi che hanno fatto e visto la storia di Verona, dal 2000 riconosciuta come patrimonio Unesco.

L’idea è stata accolta e ufficializzata, coinvolgendo il Municipio, l’Arena, Castelvecchio ed il palazzo della Gran Guardia, “digitalizzati” in tempo record, con autofinanziamento della associazione “Museo della Radio”, dunque a costo zero per il Comune: un dono a tutta la cittadinanza e al mondo, per effettuare un virtual tour a 360° in alcuni dei luoghi più rappresentativi della storia veronese.

«Riqualificazione attraverso la cultura è il nostro obiettivo» spiega il presidente dell’associazione e curatore museale Francesco Chiàntera. «Il nostro non è un “evento spot”, ma un progetto a larga portata, per raddrizzare una situazione borderline di degrado, attraverso una pianificazione competente e la creazione di un polo espositivo ad ingresso libero per cittadinanza e turisti tutti. Un monumento che è patrimonio Unesco deve essere conservato, tutelato e reso fruibile a tutti. L’associazione “Museo della Radio” si è impegnata anima e corpo per trasformare un’idea in un progetto ora realizzato (e con molte ulteriori potenzialità di sviluppo), grazie anche al sostegno ricevuto dal Comune».

«Già autrice di un bellissimo virtual tour su Porta Vescovo, l’associazione si è offerta di realizzarne altri per far conoscere in modo più approfondito alcuni siti e palazzi cittadini» ha detto l’assessore al Commercio. «Un’occasione che il Comune non poteva perdere, per la qualità delle immagini e per l’utilizzo a cui sono destinate. «Grazie al lavoro dell’associazione, Porta Vescovo è diventato un luogo vivo, con attività culturali e musica» aggiunge l’assessore al Patrimonio. «Un bene per l’intero quartiere». «Questo progetto sia da esempio per i giovani veronesi più creativi» ha concluso l’assessore alle Manifestazioni. «Nata durante il lockdown, questa iniziativa va ora a vantaggio di tutta la città».

«Per concretizzare il risultato è ora fondamentale anche il coinvolgimento della collettività, dei cittadini e delle attività circostanti la zona, allargandosi a tutti i soggetti che riusciranno a vedere in questo miracolo di rigenerazione anche un’opportunità per creare un altro prezioso indotto turistico per la nostra città, patrimonio fra i patrimoni d’Italia» continua Chiantera. «Vogliamo bene a Verona: merita cura in ogni sua parte e questo è il nostro contributo per concretizzare tale intento».

Il 26 marzo 2020 era prevista l’inaugurazione pubblica della mostra in Porta Vescovo con una prima concretizzazione delle sinergie internazionali potenziali al progetto: il collegamento via internet con la città australiana di Sydney, la cui amministrazione aveva dato immediata ed entusiasta disponibilità ad accendere, come 90 anni fa, le luci in onore di Guglielmo Marconi, in un ideale gemellaggio scientifico e culturale con Verona. L’emergenza epidemiologica mondiale ha rimandato tale momento.

Le ricadute 

  • mantenere la riqualificazione di Porta Vescovo, un bene storico di Verona, dichiarato patrimonio Unesco e immeritatamente lasciato ai margini dell’attenzione;
  • valorizzare la collezione del Museo della Radio, un’eccellenza culturale e turistica di Verona, che ricostruisce la storia mondiale del wireless e della comunicazione;
  • restituire sicurezza ad un’area troppo spesso trascurata e in pericolo di degrado, restituendo al quartiere e alla città un monumento poi liberamente fruibile;
  • fruire di un ritorno d’immagine legato alla qualità ed unicità del progetto #VR900 ed ai soggetti istituzionali ad esso legati come Museo della Radio (Regione Veneto)
  • Comune di Verona, Unesco world heritage site, Mibact, CamCom VR, CamCom UK
  • entrare in sinergia con il progetto #VR900 per condividere iniziative e risultati, che vanno a ricadere positivamente su tutta la comunità locale e con richiamo internazionale.

A ulteriore supporto del progetto #VR900 e del Museo della Radio è stata lanciata anche liniziativa Fiscal Art, terminata giovedì 9 luglio 2020, che prevedeva la possibilità di donare 100 euro all’associazione Museo della Radio per il progetto di sostegno a Porta Vescovo e al ristorante preferito, ricevendo in cambio un voucher del valore di 50 euro per il ristorante prescelto, utilizzabile dal termine della campagna, e con il diritto, per il donatore, ad un credito IRPEF di 65 euro, recuperabile dalle proprie tasse dal 2021, grazie al fatto che il progetto per riqualificare Porta Vescovo rientra nell’Art Bonus. Fiscal Art ha ricevuto il plauso da parte del Mibact per la sua ideazione.

È inoltre possibile contribuire, nella misura voluta, allo sviluppo del progetto, ottenendo le agevolazioni fiscali dell’Art Bonus: Interventi di manutenzione e tutela, protezione e risanamento

Info  – Museo della Radio – Via del Pontiere, 40 – 37122 Verona www.museodellaradio.com 

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