Citrobacter, Rotta interroga il Ministro
Alessia Rotta vuole vederci chiaro, come tanti altri veronesi, sull’infezione batterica «gravissima» che ha portato al decesso di tre neonati e allo sviluppo di patologie permanenti di entità molto seria in altri (almeno 12) nel punto nascite dell’Ospedale della Donna e del Bambino di Verona Borgo Trento.
Nel suo ruolo istituzionale di deputata ha deciso di interrogare ieri il Ministro della Salute Roberto Speranza per conoscere l’esatta entità del problema e per sapere quali iniziative intenda adottare, nei limiti concessi dalla Costituzione in materia di titolo V, per ripristinare la sicurezza dei reparti coinvolti e la tutela della salute pubblica.
«Dalla relazione dettagliata richiesta dal Ministero alla Regione, e illustrata oggi nel corso del question time in commissione affari sociali della Camera, emergono in modo drammatico la superficialità, le incertezze e i ritardi che hanno contraddistinto l’azione dei vertici della sanità veneta. – accusa la Rotta – Un doloroso “bollettino di guerra” che ha visto coinvolti troppi neonati e le loro famiglie. Esiste, purtroppo, un tema di responsabilità politica che dovrà essere approfondito nei prossimi mesi. Ora, però, è necessario che tutti si impegnino per trovare soluzioni immediate che garantiscano una rapida soluzione del problema. Si tratta di fatti drammatici che hanno già causato enorme sofferenza».
«Per questo, nel corso del mio intervento, ho chiesto al Ministero se non ritenga necessario inviare degli ispettori che, in raccordo con i vertici della sanità regionale, facciano piena luce su questa oscura vicenda e mettano in campo soluzioni per evitare che in futuro il problema si ripresenti. – conclude la deputata veronese – La sottosegretaria Zampa ha rassicurato che il governo attiverà tutte le iniziative necessarie per acclarare i fatti e fornire il necessario supporto. Mi auguro che nei prossimi mesi si riesca a fare chiarezza, ripristinando l’attività del punto nascite, il più grande del Veneto, e garantendo la sicurezza delle partorienti e dei neonati. Nessuno dovrà soffrire ancora in questo modo».
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