Addio a Ezio Bosso, aveva emozionato l’Arena e Verona
È morto stanotte il pianista, compositore e direttore d’orchestra Ezio Bosso. Bosso aveva 48 anni e dal 2011 era affetto da una sindrome neurodegenerativa. A portarlo via è stato il cancro al cervello, con cui conviveva da diversi anni. L’11 agosto dell’anno scorso il Maestro aveva debuttato in Arena con i “Carmina Burana” e un sold out storico davanti ad un pubblico di 14 mila persone.
Prima che scoppiasse l’emergenza coronavirus, era in programma anche un’altra esibizione in Arena il prossimo 23 agosto, con la IX Sinfonia di Beethoven.
Il saluto di Cecilia Gasdia
La tragica e prematura scomparsa di Ezio Bosso ha sconvolto il mondo e tutta la Fondazione Arena ha appreso la notizia con sgomento e immenso dolore. Il Sovrintendente e Direttore Artistico Cecilia Gasdia, grande amica del Maestro, lo ha ricordato con queste parole:
«“Sarò sempre al tuo fianco“. Con queste parole piene di forza e di amicizia mi ha salutato Ezio nell’ultima videochiamata di due giorni fa. Lo so Ezio, me lo ripetevi continuamente… come mi dicevi sempre che avresti voluto trasferirti a Verona, città che amavi e dove in tantissimi ti vogliamo bene. A te, anima bella, che ci hai rapito con la tua intelligenza, la tua dolcezza, la tua lucidità, il tuo candore, il tuo coraggio…infinito. Amico mio, mi lasci in un oceano di dolore ma sei qui con me… al mio fianco».

Il tutto esaurito in Arena
L’intera città piange la scomparsa del Maestro, Verona infatti lo scorso 11 agosto aveva celebrato il suo esordio in Arena con una memorabile serata dedicata ai Carmina Burana.
Il Maestro Bosso, in occasione del suo debutto in Arena, aveva raccontato: «È il palcoscenico dei sogni di amanti della musica e degli innamorati. Andare all’Arena è un gesto ricco di commozione, che fa la storia di chi c’è potuto essere e non è solo andare a un concerto, se ci pensate. Una responsabilità ancora più evidente per me, anche se la metto sempre in ogni cosa che faccio. E tanti veronesi lo sanno perché lo dissi senza remore nei miei concerti passati, è il sogno della mia mamma (e anche del mio papà). Perché Verona l’ha protetta negli anni della guerra. Quello che dissi fu: “se non ci fosse Verona, non sarei nato”. E l’Arena fu il primo regalo che potei fare insieme a mia sorella ai nostri genitori: farla tornare ad andare all’Arena dove non era potuta andare in quegli anni».
«E questo credo dica tutto, soprattutto la gratitudine che ci sarà in ogni gesto da direttore – e non solo – che vedrete in quei giorni. Quindi Grazie ancora Verona e grazie signora Gasdia e grazie Arena. Perché Verona è l’Arena e l’Arena è Verona. È proprio vero, i musicisti quando fanno tra di loro, esaudiscono desideri senza tempo».

E poco prima di salutare la folla in visibilio in un’Arena gremita, era stato lo stesso Bosso ad annunciare il suo ritorno sul palcoscenico areniano alla guida della IX Sinfonia di Beethoven, e l’evento era certamente uno degli appuntamenti più attesi dal pubblico.
L’addio del sindaco e del governatore
«Per oggi per la morte del maestro Bosso è una giornata triste. Persona e artista straordinario. Gli avevo chiesto di tornare, e aveva detto di sì: lui e l’Arena si completavano» ha detto durante la conferenza stampa di oggi il sindaco di Verona Federico Sboarina.
Al cordoglio per la scomparsa del Maestro, si aggiunto anche il governatore del Veneto Luca Zaia, che su Facebook ha condiviso un estratto dello spettacolo dell’anno scorso.
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