Zaia: «Il Governo ci dia autonomia sulle linee guida»
Luca Zaia torna sul tema delle linee guida per le riaperture. Il governatore ritiene quelle indicate dall’Inail, le uniche finora ufficiali (in attesa delle prossime contenute nel nuovo DPCM), siano prudenziali, in alcuni casi corrette, ma in altri del tutto inapplicabili.
«Pensiamo alle misure di 4 metri quadri per gli avventori dei locali o dei 5 metri tra ombrellone a ombrellone, significa mettere in ginocchio le attività ristorative e il turismo. – ha commentato Zaia – Sulle linee guida Inail abbiamo massimo rispetto, ma in alcuni settori sono inapplicabili».
Il governatore ha ricordato come a voce ci sia un accordo tra il Governo e le Regioni su questo tema: «Lunedì, quando ci siamo trovati in video conferenza con i ministri e il Presidente Conte, abbiamo chiesto di poter avere maggiore autonomia per indicare la strada della riapertura. – ha proseguito Zaia – Sembra che l’Esecutivo abbia accolto la nostra richieste che prevedono che lo Stato dia indicazioni di massima, poi le regioni applicheranno il dettaglio per esempio, in Veneto, con il Dipartimento della prevenzione della sanità che da noi lavora ottimamente con Spisal».
«Noi vorremmo aprire tutto il 18, comprese piscine, centri sportivi e spiagge, ci venga data la possibilità di farlo, compresa la piena gestione delle indicazioni di sicurezza. – ha proseguito il Presidente – Anche perché ricordo che linee generali espongono i datori di lavoro a responsabilità penali importanti, ricordo che in Italia ad oggi ci sono già 29.000 cause per contagio da coronavirus sul luogo di lavoro».
Nel frattempo cala ancora il numero dei ricoveri in terapia intensiva, 62, e non si registrano aumenti dei contagi: «Se la preoccupazione era la reinfezione, possiamo dire che per il momento, dopo dieci giorni in pratica di riapertura massiccia, questo pericolo sembra scongiurato, ma serve sempre attenzione e cautela, il virus c’è».
Continua lo screening nelle case di riposto su cui rimane sempre il problema delle visite dei parenti: «Per il momento non registriamo nuovi focolai e questa è un’ottima notizia. Da sottolineare che dal 21 febbraio nelle case di cura non sono stati accolti nuovi ospiti, proprio per preservare il contesto immune da presenze esterne potenzialmente pericolose. Rimane in effetti la criticità delle visite a cui stiamo lavorando».
Sul fronte donazioni Canevaworld, con il suo amministratore Fabio Amicabile, ha donato 1000 biglietti di ingresso in vista della prossima riapertura.
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