Zaia: «Il prossimo DPCM ci dirà cosa dovremo fare»

«Ad oggi abbiamo effettuato 162.362 tamponi e continueremo a farne perché abbiamo visto che il metodo funziona. Le persone in isolamento sono 18.886, i ricoverati sono 1838, in terapia intensiva 285, i dimessi 1349, i morti 666 morti con un'età media di 82 anni (sono 736 sommando quelli delle case di cura), 81 i nati»…

«Ad oggi abbiamo effettuato 162.362 tamponi e continueremo a farne perché abbiamo visto che il metodo funziona. Le persone in isolamento sono 18.886, i ricoverati sono 1838, in terapia intensiva 285, i dimessi 1349, i morti 666 morti con un’età media di 82 anni (sono 736 sommando quelli delle case di cura), 81 i nati»

«Come vi dicevo ieri stiamo studiando un piano di allentamento. Sappiamo che il 13 ci sarà un nuovo DPCM che ci dirà se dobbiamo riaprire tutto o tenere chiuso ancora. Dal provvedimento del Governo dipenderanno molte cose, anche la prossima ordinanza. Certo, dobbiamo evitare di fare come la Cina, a Whuan, dove si è creata una situazione di caos, o come Hong Kong dove addirittura c’è stata un’ondata di ritorno. Se ci sarà una riapertura dovrà essere per forza graduale e bisogna pensare anche alle aziende per far ripartire il motore economico regionale. Su questo punto abbiamo già un piano di monitoraggio e affiancamento con i nostri servizi sanitari».

Zaia ha mostrato alcuni disegni realizzati da dei bambini di una famiglia del trevigiano che hanno donato anche in una busta 375 euro: «Sto ricevendo tanti messaggi da parte dei giovani e come vedete anche dei disegni di bambini. In questo caso hanno voluto versare anche (insieme alla famiglia) questo importo che è significativo e si va ad aggiungere alle 29.058 donazioni fin qui ricevute, per un controvalore che supera i 30 milioni di euro. La spesa sanitaria regionale ha superato i 100 milioni».

«Voglio ricordare anche coloro che fanno gli spettacoli di strada, i giostrai, tanti veneti che adesso come altri sono fermi e quelli dell’industria della giostra: in Veneto che ne sono molte, specie in provincia di Rovigo».

Il Presidente della Regione Veneto ha poi risposto sulla questione di un eventuale rinvio delle amministrative, cosa che auspica: «Non sono un irresponsabile, pensare di andare al voto a breve con il rischio di assembramento, non mi sembra il caso. Se ad ottobre ci sarà una coda del virus, si va alla primavera successiva».

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