Il piano d’azione della Camera di Commercio per le imprese

È ormai chiaro che gli effetti dell'emergenza Coronavirus abbiano riversato le loro conseguenze anche sull'economia veronese: pur non rientrando nelle cosiddette "zone rosse", Verona ha attuato le misure restrittive predisposte dalla Regione Veneto per il contenimento del contagio. L'Ordinanza, naturalmente, mette in primo piano la salute dei cittadini, ma ha innescato degli inevitabili meccanismi sul…

È ormai chiaro che gli effetti dell’emergenza Coronavirus abbiano riversato le loro conseguenze anche sull’economia veronese: pur non rientrando nelle cosiddette “zone rosse”, Verona ha attuato le misure restrittive predisposte dalla Regione Veneto per il contenimento del contagio. L’Ordinanza, naturalmente, mette in primo piano la salute dei cittadini, ma ha innescato degli inevitabili meccanismi sul piano delle attività economiche: sono molte le voci di esercenti che in questi giorni hanno riportato ai nostri microfoni il drastico calo del numero di clienti e l’aumento, invece, delle disdette di prenotazione negli alberghi della nostra città.

In merito alla questione era già intervento il presidente della Camera di Commercio Giuseppe Riello, che aveva sottolineato la necessità «di indicazioni chiare su come gestire l’emergenza dal punto di vista organizzativo, per rispetto delle imprese, ma anche dei lavoratori».

Questa mattina abbiamo ascoltato anche la voce del vice presidente Paolo Tosi, che ha sottolineato l’impegno da parte della Camera di Commercio nella realizzazione di un piano d’azione per risolvere il problema del Coronavirus. Tre i punti cardine: il monitoraggio del territorio, la tutela delle imprese e proposte di soluzioni concrete per la situazione presente e per il domani.

«La Camera di Commercio di Verona ha preso in mano l’emergenza Coronavirus e il suo impatto sulle imprese sin dall’inizio – ha spiegato Tosi – insieme alla categorie economiche sul territorio scaligero. Il piano prevede tre linee di azione: la prima riguarda il monitoraggio del territorio, perché vogliamo verificare l’impatto del problema su ciascun settore; la seconda, invece, concerna la tutela e il sostegno delle imprese veronesi nei confronti della Regione Veneto e, a livello nazionale, della nostra Unioncamere del Veneto; infine, il terzo punto si riferisce alla proposta concreta di soluzioni per affrontare l’oggi, resistendo a una situazione di crisi, e per ripartire domani».

«Nel dettaglio – prosegue Tosi – il primo problema riguarda la liquidità, le imprese hanno bisogno di liquidità; è necessario poi tutelare l’occupazione, perché i dipendenti sono la spina dorsale delle nostre imprese e per loro bisogna organizzare la Cassa integrazione in deroga; terzo punto, sostenere l’export: Verona è la decima provincia per esportazioni in Italia, quindi dobbiamo assolutamente trovare gli strumenti che supportino l’export. Infine, l’ultimo punto, ma non meno importante, concerne la comunicazione: è importante strutturare una campagna di comunicazione che aiuti il nostro turismo, l’industria, il commercio e l’agricoltura in questo stato di crisi».

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