Parlano le “sardine” di Verona, domani il raduno

Il movimento è nato a Bologna e si è ormai diffuso in decine di città italiane. Il format è quello di un ritrovo prima sui social, sui gruppi Facebook, e poi di persona, in una piazza senza bandiere di partito. La manifestazione veronese delle sardine sarà domani, giovedì 28 novembre, in piazza Isolo dalle 19.30.…

Il movimento è nato a Bologna e si è ormai diffuso in decine di città italiane. Il format è quello di un ritrovo prima sui social, sui gruppi Facebook, e poi di persona, in una piazza senza bandiere di partito.

La manifestazione veronese delle sardine sarà domani, giovedì 28 novembre, in piazza Isolo dalle 19.30. Lo scopo, esprimere il proprio “no” a un modo di fare politica superficiale, fatto di «bugie e odio su noi e i nostri concittadini» (dal manifesto pubblicato sulla pagina Facebook).

A Verona la miccia per il movimento delle sardine è stata accesa da quattro studenti universitari. Abbiamo intervistato Jacopo Buffolo, veronese ma studente dell’Università di Padova, che insieme a Daniele Facci, Deborah Fruner e Matteo Tacconi, ha organizzato il raduno di domani. Non hanno tessere di partito, sottolineano, ma spirito civico alimentato dalla partecipazione ai movimenti studenteschi.

Perché sono nate le sardine a Verona?

Sono nate un po’ per caso, come in tutta Italia. Dopo il successo delle piazze di Bologna e Modena, insieme ad alcuni amici abbiamo provato a raccogliere anche a Verona il disagio verso una politica fatta di odio e violenza verbale, soprattutto sui social, come quella di Matteo Salvini.

Le sardine sono contro Salvini?

Non sono “contro” una persona, e nemmeno, come dicono i critici, “mancano proposte”. Credo che le sardine siano degli anticorpi, pronti a scendere in piazza nel momento del bisogno. Come nelle altre città d’Italia, vogliamo difendere i valori della convivenza civile.

Perché nella convocazione per domani si specifica “nessuna bandiera”?

La forza delle sardine è di essere in tanti, in banco. Penso che simboli di partito non abbiano a che vedere con questo movimento, nato da alcuni ragazzi e che si sta diffondendo per il Paese spontaneamente. Si tratta infatti di “anticorpi”, non di un progetto specifico. Poi, è chiaro che possono partecipare anche persone iscritte a un partito, le nostre porte sono aperte a tutte le persone che si riconoscono nei valori del manifesto.

Come vi organizzate, gestite tutto voi quattro?

Abbiamo chiesto i permessi per la manifestazione, ma in questi giorni tantissime persone ci stanno aiutando sia sui canali social, sia per i manifesti e per le varie questioni organizzative.

Dopo aver creato il gruppo su Facebook, cos’è successo?

In pochi giorni abbiamo raccolto diverse migliaia di iscritti (quasi 14mila, nel momento in cui questa intervista viene pubblicata, mentre sono circa 3300 i “Mi piace” alla pagina “Sardine di Verona”, ndr). Ci abbiamo messo qualche giorno a interiorizzare quello che stava accadendo, ma abbiamo visto che tante persone credono nei principi di base nel manifesto dei ragazzi di Bologna.

Verona, sulle cronache nazionali e non, è spesso dipinta come luogo di chiusura e razzismo.

Personalmente, sono convinto che anche a Verona ci sia una grande maggioranza che non condivide certe modalità di fare politica. Penso che ci sia una grande maggioranza silenziosa, che in questa occasione può dimostrare di esserci ed essere numerosa.

Si è discusso tanto di “Bella ciao” in altre città, domani la canterete?

Abbiamo un ricco programma per la manifestazione, ma per ora non sveliamo nulla.

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