Manovra, per Di Maio «carcere per gli evasori è fondamentale»
Dopo oltre due ore e mezza di vertice notturno, il governo ha trovato l’accordo sul decreto fiscale inserendo in manovra il carcere per gli evasori e il via alla stretta sui contanti ma solo da luglio 2020.
Restano da definire i nodi della flat tax e delle partite Iva, al termine di una giornata interminabile, quella di ieri, fatta di incontri bilaterali e culminata nel vertice di maggioranza.
La stretta entrerà subito nel testo del decreto fiscale ma le nuove norme entreranno in vigore solo dopo il via libera finale al decreto. Così il Parlamento, dice Franceschini, «potrà approfondire tutti gli effetti e le conseguenze». È tregua tra Conte e Di Maio ma la legge di bilancio «non è ancora chiusa», e intanto l’Ue ha chiesto chiarimenti sulla manovra.
«Rispetto il Parlamento ma chiamerò tutte le forze politiche alla loro responsabilità. Se uno dopo aver fatto una sintesi si smarca non rispetta quella che deve essere un’azione di governo coesa e incisiva». Lo afferma il premier Giuseppe Conte ai cronisti a margine dell’assemblea di Confesercenti rispondendo a chi gli chiede se teme modifiche alla manovra una volta approdata in Parlamento.
«Ieri grande risultato sulla manovra economica: nessuna multa per i Pos se prima le banche non abbassano drasticamente le commissioni; carcere ai grandi evasori e agli intoccabili che si credono potenti; leggo i vostri commenti sul regime forfettario e già vi assicuro che resterà al 15%, stiamo lavorando ai dettagli». Lo scrive il capo politico M5S Luigi Di Maio in un post su Facebook.
«Nella manovra c’è una grande vittoria dei Sindaci e dei Comuni italiani: decisi nuovi fondi e investimenti da parte dello Stato per le amministrazioni locali. Più risorse vuol dire meno tasse locali e più servizi per i cittadini. Avanti così». Così il leader Pd Nicola Zingaretti su Fb. (Ansa)
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