Le mani di Bussolengo sono nuovamente al cielo
Una squadra, una società, un mito. Bussolengo – softball, il connubio diventa sempre più viscerale: sabato scorso la società biancoverde del presidente Angelo Scardino ha legittimato il quarto Scudetto italiano negli ultimi cinque anni, un’impresa che la proietta sempre più nell’Olimpo di questa disciplina.
Lo Specchiasol è riuscito a scrivere l’ennesima gloriosa pagina del suo romanzo, schiantando per 3-0 Bollate, avversario che, a dispetto di quanto possa trasparire dalle statistiche di questa finalissima ISL, quest’anno ha reso dura la vita alla squadra bussolenghese, strappandole lo scorso agosto il titolo di Campione d’Europa.

Diversamente da quanto successo un mese fa sul diamante lombardo, in quest’ultimo atto del campionato non c’è però stata storia. «Ci siamo prese una bella rivincita – analizza Valeria Bortolomai, capitano dello Specchiasol – non era facile ritrovare Bollate dopo la Coppa, ma siamo state brave a dimenticare quella sconfitta, chiudendo la Serie in sole tre gare. Cos’è cambiato rispetto allo scorso mese? Senza togliere meriti alle avversarie, penso che a mutare sia stata in primis la nostra mentalità. Faccio “mea culpa” in quanto riconosco di aver disputato una finale di Premiere Cup sottotono e, essendo il capitano della squadra, penso che la qualità della mia prestazione abbia penalizzato in qualche modo anche le mie compagne. Alla fine però siamo riuscite a rifarci alla grande, dimostrando appieno tutto il nostro valore».
La «fame» oltre alla «fama». A Bussolengo il grande merito di non sentirsi mai pago dei propri successi, riuscendo ogni stagione a trovare gli stimoli giusti per rimanere protagonista in ogni competizione. «È la mia sesta annata in questa società – prosegue Bortolomai – e credo di trovarmi in un ambiente senza eguali in Italia. Penso che il ciclico ricambio di giocatrici e, talvolta, anche di manager consenta a tutto l’ambiente di tenere alta la tensione, stimolando il desiderio di vittoria. Lo Specchiasol sta diventando la meta più ambita per chi pratica questa disciplina in ambito nazionale, motivo per cui quando le nuove ragazze arrivano in questo spogliatoio sono spinte a tirare fuori il meglio da loro stesse».
Valeria lo scorso Inverno si è fatta promotrice del softball anche in ambito internazionale: nella veste di ambasciatrice per conto della WBSC (World Baseball Softball Confederation) il ricevitore veronese è volato due volte in Africa, col fine di
trasmettere ai giovani locali sia la tecnica che le regole del gioco. «È stata un’esperienza indimenticabile – aggiunge Bortolomai – soprattutto perché ho insegnato softball a bambini di lingua e cultura totalmente diversa rispetto alla nostra. A dicembre sono stata in Kenya ed in Tanzania, mentre a febbraio in Zimbawue e spero in futuro di poter viaggiare ancora con questa “mission”, perché davvero non posso fare a meno di questo sport».
Del softball, infatti, Valeria non rinuncia nemmeno nella sua quotidianità. «Ho aperto un negozio di baseball e softball – chiude il catcher – e questo perché se ti innamori di questo mondo, non lo abbandoni più. È davvero uno stile di vita».
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